« Ogni giorno di più mi convinco che lo sperpero della nostra esistenza risiede nell'amore che non abbiamo donato. L'amore che doniamo è la sola ricchezza che conserveremo per l'eternità »

GUSTAVO ADOLFO ROL



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sabato 18 aprile 2015

Progetto PRISM



Progetto PRISM, NSA poliziotto globale

Lo scandalo delle intercettazioni USA procede di rivelazione in rivelazione. Dalle conversazioni telefoniche si passa al rastrellamento dei dati sui server delle grandi web-company USA. Che hanno delle backdoor a disposizione dei federali

Roma - Lo scandalo intercettazioni scoppiato dopo lo scoop del Guardian di ieri? Poca cosa in confronto a quanto rivelato oggi dallo stesso quotidiano britannico: la National Security Agency (NSA) statunitense fa più che intercettare le chiamate vocali, avendo in effetti a disposizione delle vere e proprie "backdoor" all'interno dei server delle più grandi società tecnologiche del mondo. Il nuovo programma segreto si chiama PRISM, e a rivelarlo è quello stesso Glenn Greenwald (in collaborazione con un reporter del Guardian) che ha svelato al mondo i traffici sottobanco fra NSA e Verizon per le intercettazioni dei metadati sulle comunicazioni telefoniche.

Che cos'è PRISM? Le slide "top secret" pubblicate in rete descrivono una piovra avida di informazioni a disposizione degli agenti dell'intelligence statunitense, un mostro da mille tentacoli che sfrutta la concentrazione sul suolo statunitense delle principali aziende tecnologiche del mondo che gestiscono informazioni, comunicazioni e dati-utente in formato digitale.

La gran parte delle comunicazioni mondiali fluiscono attraverso gli States, spiegano le suddette slide, e tu caro agente della NSA puoi accedere a quel flusso come e quando vuoi grazie alle backdoor sui server di Microsoft, Google, Yahoo!, Facebook, PalTalk, YouTube, Skype, AOL e Apple. A disposizione dell'agente segreto vengono messe email, chat, video, audio, dati binari, comunicazioni VoIP, file, notifiche di accesso del sospettato, report dell'attività sui social network e altre non specificate "richieste speciali".


martedì 3 febbraio 2015

Azienda svedese impianta chip nelle mani dei dipendenti

 
Tratto da www.coscienzainrete.net

Una società svedese ha impiantato ai suoi dipendenti un microchip nella mano, consente loro di utilizzare fotocopiatrice, porte di sicurezza e anche pagare per il pranzo.
 
L'intenzione dell'azienda è impiantarlo a tutti i propri 700 dipendenti del proprio ufficio hi-tech di Stoccolma, nella parte posteriore delle loro mani.
I chip utilizzano l'identificazione a radiofrequenza (RFID) e sono delle stesse dimensioni di un chicco di riso.
 
Contengono informazioni di sicurezza personali che possono essere trasmesse su brevi distanze ad appositi ricevitori che poi attivano l'oggetto da utilizzare.
I Chip RFID si possono già trovare in carte 'contactless' – incluso il sistema Oyster che è utilizzato da oltre 10 milioni di persone per pagare il trasporto pubblico a Londra.
Sono simili ai chip impiantati negli animali domestici.

Chiunque si faccia impiantare volontariamente un chip con le proprie informazioni personali, rischia. Per tutta una serie di motivi, non ultimo, che le 'informazioni personali' possono essere lette, un domani – ma forse anche oggi – da un governo non proprio democratico, al tuo passaggio in qualsiasi punto con un 'rivelatore'.

Non fai vaccinare tuo figlio? In galera!

vaccinare
Houston, 30 Gennaio 2015 – A volte apprendiamo dalla stampa mainstream delle notizie che, se osservate spregiudicatamente, ci indicano con chiarezza la direzione in cui il nostro mondo si sta incamminando.

di Piero Cammerinesi (corrispondente dagli USA di Coscienzeinrete Magazine, Altrogiornale, Altrainformazione)

Si tratta sovente di notizie non ‘strillate’ – direi quasi comunicate sottotono – che hanno l’aria di essere dei veri e propri ‘test’, atti a sondare – e a condizionare sottilmente – l’opinione pubblica, in attesa di campagne di informazione più massicce che preludono regolarmente a leggi liberticide, come quelle cui siamo adusi ad assistere, su questa sponda dell’Atlantico, da tre lustri a questa parte.

La notizia cui mi riferisco fa davvero pensare che l’industria dei vaccini sia in procinto di gettare la maschera.
Da anni assistiamo a un controllo e dominio pressoché totali dello Stato sulla medicina, che – letteralmente – continua a vaccinare a morte. Che ci sia qualcosa che non vada in tutta la questione della vaccinazione obbligatoria, si può già intuire dal fatto che è obbligatorio denunciare le malattie infantili mentre, al contrario, molti medici si rifiutano – anche in presenza prove evidenti – di attestare o comunicare i casi di danni da vaccino, il cui numero è decisamente rilevante.
È noto, infatti, agli addetti ai lavori che, ad esempio, la vaccinazione esavalente per i neonati avrebbe dovuto essere tolta dal mercato da tempo, visto che ad essa sono direttamente imputabili numerose morti improvvise dei soggetti vaccinati.

giovedì 6 novembre 2014

La nuova gestapo. EURO MACHT FREI



Eurogendfor, la Gestapo europea non risponde ai giudici




Fonte:  libreidee.org

I Paesi Bassi sono il luogo dove l’Italia ha cambiato la propria storia negli ultimi 25 anni, non solo legandosi al Trattato di Maastricht, con la cessione della sovranità monetaria e legislativa, ma per poter definitivamente abbandonare la veste di Stato sovrano era necessario rinunciare all’esclusività delle funzioni delle forze armate sul proprio territorio, con l’istituzione di una milizia sovranazionale. Questo passaggio è avvenuto nel 2007 a Velsen, piccola municipalità dei Paesi Bassi, dove è stato firmato un trattato congiuntamente a Francia, Spagna, Paesi Bassi e Portogallo che istituisce la gendarmeria europea, l’Eurogendfor, che andrà ad esautorare le forze dell’ordine nella gestione dell’ordine pubblico. Uno scenario irrealistico, ma che è stato messo nero su bianco con la legge di ratifica numero 84 del 14 maggio 2010, votata dal Parlamento con 443 voti favorevoli su 444 presenti, solamente un astenuto. L’Eurogendfor sarà la milizia che si incaricherà della gestione delle crisi (scioperi, manifestazioni) sul territorio italiano, e non risponderà più direttamente alle istituzioni parlamentari.

La nuova super-polizia, scrive Cesare Sacchetti su “L’Antidioplomatico”, non risponderà più neppure al presidente della Repubblica, che è il comandante in capo delle forze armate secondo la Costituzione italiana. Eurogendfor obbedirà solo agli ordini del Cimin, l’alto comando interministeriale composto dai rappresentanti dei ministeri delle parti firmatarie, che ha il compito di governare la gendarmeria europea. «Nelle democrazie costituzionali il controllo delle forze armate deve rispondere a criteri di trasparenza e sono previsti precisi meccanismi di controllo sul loro operato», ricorda Sacchetti. Eurogendfor, invece, «si colloca gerarchicamente al di sopra delle forze di polizia italiane, indirizzandone le attività ordinarie e persino d’intelligence». Potrà infatti «condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico, monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi compresa l’attività d’indagine penale». Inoltre potrà assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d’intelligence.


domenica 2 novembre 2014

La Monsanto diventa una multinazionale..... armata!


Finalmente lo hanno fatto: Monsanto ha acquistato la Blackwater, il maggiore esercito di mercenari del mondo


Se qualche cosa mancava alla nefasta multinazionale Monsanto ( specialista in produzioni OGM ed altri veleni per l’agricoltura ), questo era l’assoldare un esercito privato di assassini prezzolati a difesa dei propri interessi.  Considerando che questa grande multinazionale controlla la distribuzione di alimenti sulla metà del pianeta, condivide asset finanziari con le più importanti società farmaceutiche e produce armi nucleari e biologiche, da ultimo si è assicurata anche la produzione del vaccino per il virus dell’Ebola ed il suo campo di interessi spazia dalla chimica all’agricoltura, agli armamenti, alle biotecnologie ed ai brevetti sulle sementi, non c’è da meravigliarsi che la grande “corporation” abbia avuto la necessità si arruolare un esercito mercenario a tutela dei propri interessi.
Questa notizia  viene rivelata da una informativa di Jeremy Schaill, in una inchiesta per il giornale “The Nation”,  dove si afferma che l’esercito mercenario più grande al mondo, quello dellaBlackwater (in precedenza denominato Xe Service e dopo, di recente come ” Academi”), è stato acquistato dalla multinazionale.

La Blackwater era considerato un servizio di “intelligence”  privato che si era macchiato di molti crimini e violazioni di legge, in particolare durante il conflitto in Iraq dove i mercenari della Blackwater erano stati accusati di aver compiuto  massacri contro i civili ed aveva operato anche su altri teatri di intervento, in Medio Oriente ed in Africa,  a seguito delle forze USA. Questo esercito privato aveva cambiato il suo nome nell’anno 2009. Nonostante il suo cambiamento formale, la Blackwater continua ad essere considerata attualmente come il maggiore “contractor”  privato del Dipartimento di Stato USA, come agenzia segreta di “servizi di sicurezza” che opera con azioni coperte di attività di terrorismo di Stato che vengono occultate e negate  dal governo di Washington.

Alcuni siti di controinformazione hanno denunciato che molti agenti della CIA ed ex militari lavorano per la Black Water o società collegate, che cercano di deviare l’attenzione dalla loro cattiva fama ed ottenere significativi guadagni commerciali. Questi mercenari vendono i loro servizi che vanno dalle informazioni illegali fino alle tecniche di infiltrazione, lobbismo politico, spionaggio  ed addestramento paramilitare per conto di governi, banche e corporations multinazionali.


mercoledì 2 luglio 2014

IL PROGETTO EUROPEAN GENDARMERIE FORCES (EUROGENDFOR): LA UE CREA LA CORNICE GIURIDICA "PER L'USO MILITARE" DELLA FORZA CONTRO I SUOI CITTADINI

DI ANDREJ HUNKO
globalresearch.ca

L'Unione Europea sta creando il presupposto legale per dislocare unità di polizia e dell'esercito degli Stati membri su tutto il suo territorio. Al tempo stesso, la Commissione Europea sta lavorando intensamente sulla creazione di una polizia UE come una magistratura UE.

L'utilizzo della "European Gendarmerie Forces (EUROGENDFOR) è legittimato dal ricorso alla "clausola di solidarietà" come riporta Heise. Tutti gli Stati Membri sono coinvolti nell'unità che avrà il suo quartier generale a Vicenza; verrano impiegate forze di polizia con status militare.



Portogallo, Spagna, Italia, Francia e Paesi Bassi sono i fondatori della EUROGENDFOR, che presterà il proprio servizio anche alle unità di polizia dell'UE, della NATO e dell'ONU.
La clausola di solidarietà non è propriamente essenziale, perché l'UE ha già un meccanismo di mutua assistenza in caso di disastro. Inoltre la clausola segna ulteriormente il passo verso la militarizzazione della politica interna degli Stati Membri, dal momento che se richiesto, l'unità può essere usata anche negli altri Stati Membri.

Martedì i rappresentati dei membri UE, in seno al Consiglio, hanno adottato una decisione sulla cosiddetta "clausola di solidarietà". Qualora un disastro o un non ben definito stato di crisi avvenga, gli organi dell'Unione Europea sarebbero obbligati all'assistenza con tutti i mezzi a loro disposizione. Questi includono anche le risorse militari, ha precisato con preoccupazione Andrej Hunko, un parlamentare del Bundestag.

La proposta di un "accordo per l'implementazione della Clausola di Solidarietà da parte dell'Unione Europea" è stata presentata congiuntamente dalla Commissione Europea e dall'Alto Rappresentante per l'UE per la politica estera. Un paese può invocarla se una crisi superasse le sue capacità di risposta. Viene fatta menzione, inoltre, di strutture operative, di politiche e di strumenti finanziari.

Andrej Hunko continua:

"L'adozione della clausola da parte del Consiglio degli Affari Generali ha avuto luogo in segreto: il punto non trovava menzione nell'agenda dell'incontro. Neanche la stampa ne era stat informata. Certo è che questa è una delle clausole più controverse contenute nei trattati UE". Questa è la ragione per cui gli accordi sulla clausola di solidarietà vennero posposti ad un momento da definire al tempo della firma del Trattato di Lisbona.


lunedì 10 marzo 2014

Da cittadini a sudditi



Noi ex cittadini, ora sudditi del Trattato Transatlantico
 
C’era una volta lo Stato di diritto. Con il Ttip, il Trattato Transatlantico in via di approvazione semi-clandestina da parte degli Usa e dell’Unione Europea, nessun governo avrà più il potere di tutelare liberamente i diritti dei cittadini: scuola, sanità, ambiente, economia, sicurezza alimentare. L’ultima parola spetterà a tribunali speciali, chiamati a tutelare gli interessi del business contro quelli del cittadino. Allo Stato “colpevole” di difendere il suo popolo, con leggi a garanzia del lavoro e del welfare pubblico, non resterà che pagare salatissime sanzioni. E’ chiaramente eversivo il carattere del super-trattato che potrebbe entrare in vigore tra due anni, scritto sotto dettatura delle maggiori multinazionali e delle grandi lobby americane ed europee, col placet dell’Unione Europea. In pratica, a diventare legge – contro l’interesse pubblico dei cittadini – sarà il profitto dei “padroni dell’universo”. Un super-diktat, il loro, che sembra voler azzerare in un colpo solo due secoli di democrazia occidentale.
businessmenI nuovi “tribunali” orwelliani dotati di poteri speciali, accusa Lori Wallach su  “Le Monde Diplomatique” in un intervento ripreso da “Micromega”, riconosceranno anche il diritto del capitale ad acquistare sempre più terre, risorse naturali, strutture, fabbriche, e senza alcuna contropartita: le multinazionali non avranno alcun obbligo verso gli Stati e potranno avviare delle cause dove e quando vorranno. Per capire quello che succederà basta sfogliare i giornali: società europee hanno già avviato contenziosi legali contro l’aumento del salario minimo in Egitto o contro la limitazioni delle emissioni tossiche in Perú, grazie alla protezione di trattati come il Nafta. Altro esempio: il gigante delle sigarette Philip Morris, contrariato dalla legislazione anti-tabacco dell’Uruguay e dell’Australia, ha portato i due paesi davanti a un tribunale speciale. E il gruppo farmaceutico americano Eli Lilly intende farsi giustizia contro il Canada, “colpevole” di aver varato un sistema di brevetti che rende alcuni medicinali più accessibili.


mercoledì 15 gennaio 2014

Siamo arrivati a questo punto!


Vignaiolo rischia multa e detenzione per essersi rifiutato d’inquinare il suo campo con i pesticidi



http://sapereeundovere.it“Un produttore di vino da agricoltura biodinamica non esegue il trattamento sistematico contro gli insetti che causano la flavescenza dorata, e ora rischia una multa di 30.000 euro e 6 mesi di reclusione. Succede in Francia, a Beaune…” Così recita il pezzo italiano che riprende una notizia pubblicata da Decanter.com e la prima domanda che è sorta spontanea è stata: questo viticoltore ha causato danni ai vigneti dei propri vicini? La risposta è no. Emmanuel Giboulot rischia una multa ingente e la detenzione senza aver causato nessun danno, anzi, per non avere eseguito i dettami di una legge che prescrive un inquinamento preventivo da insetticidi anche in mancanza di un effettivo pericolo.
Emmanuel Giboulot conduce 10 ettari di vecchie vigne nel comune di Beaune, sottoprefettura del dipartimento della Côte-d’Or. Nella sua azienda pratica da oltre quarant’anni il regime biologico, mentre ha abbracciato la biodinamica da poco più di quindici anni ed è associato alla Renaissance des Appellations, l’associazione guidata da Nicolas Joly. La Borgogna ha un’estensione di 31 582 kmq, divisa in 15 arrondissements e 2.045 comuni, è un territorio densamente vitato e visto il pregio dei vini di Borgogna la diffusione della flavescenza dorata creerebbe problemi economici a molti vignerons e imprese vitivinicole, così quest’anno per la prima volta la Regione Borgogna ha emanato l’obbligo di trattamento preventivo dei vigneti con insetticidi sistemici o altri consentiti in regime biologico.
Ma nei vigneti del Domaine Giboulot, nell’area del Beaune e in tutta la Côte-d’Or i monitoraggi non hanno rilevato la presenza dello Scaphoideus titanus, l’insetto originario del nord America considerato vettore della flavescenza dorata. Anche su questo tra l’altro le opinioni sono molteplici.
Ma se le vigne del Domaine sono sane e non ci sono stati danni ai vigneti dei vicini in base a cosa è scattata la denuncia? Nel corso di uno dei tanti controlli di prassi alla domanda se avesse fatto il trattamento per la flavescenza Giboulot ha risposto di no motivando la sua decisione.

lunedì 13 gennaio 2014

Dieci film distopici da vedere

Dieci film distopici

  • Fahrenheit 451
451
Di François Truffaut
UK, 1966

In due righe: Tratto dal famoso romanzo di Brabdbury, il film ci mostra un futuro in cui lo strapotere mediatico assunto dalla televisione ha messo fuorilegge i libri, considerati strumenti sovversivi. La popolazione cresce così ebete e apatica.
  • Arancia Meccanica
arancia meccanica
Di Stanley Kubrik
USA/UK 1971

In due righe: Spaccato della società futura, votata sia alla violenza giovanile (per di più gratuita) che che al condizionamento del pensiero, come unico metodo delle autorità per tutelare se stesse, e quindi l’ordine.
  • Rollerball
rollerball
Di Norman Jewison
USA 1975

In due parole: Nel 2018 non esistono più nazioni, stati e governi, ma solo corporazioni che controllano ogni aspetto della vita sociale. Uno dei metodi di controllo è il violento sport chiamato Rollerball, seguito da milioni di fanatici spettatori.

venerdì 15 novembre 2013

Allarme sanitario: la Sindrome di Stoccolma ha contagiato il Mondo intero!

15 nov 2013 - Secondo recenti studi dell’ OMS (Organizzazione Militanti Sovversivi) una strana epidemia si sta diffondendo a macchia d’ olio in tutto il pianeta, e credo ti convenga leggere attentamente questo testo, perchè molto probabilmente SEI GIA’ STATO CONTAGIATO PURE TU! Per chi come me è del tutto ignorante in materia medica, la Sindrome di Stoccolma è una condizione psicologica nella quale una persona vittima di un sequestro può manifestare sentimenti positivi (talvolta giungendo all’innamoramento) nei confronti del proprio sequestratore.
 
E per quanto possa sembrare incredibile questa patologia è stata riscontrata in intere masse di individui che collettivamente manifestano simili sintomi. In tutto il Mondo infatti sono state messe in atto complesse pratiche sociali ed economiche tali da non consentire ad alcun individuo di poter guadagnare da vivere senza partecipare a processi di alienazione all’ interno di fabbriche nauseabonde o dentro uffici grandi come scatole dei fiammiferi, spesso in condizioni di sicurezza non idonee, causando più di una morte.

Quello che pare insomma come l’ unico mezzo di sostentamento è a tutti gli effetti una morte a piccole dosi, e nonostante l’ innaturelezza della situazione la maggior parte degli individui continua a considerare tutto ciò come lo stato normale delle cose, come se in realtà tutto ciò non fosse l’ effetto di un processo artificiale costruito in lunghi tempi, determinando quello che possiamo considerare il più grande sequestro di massa della Storia dell’ Uomo. Per di più, agli occhi dei giovani laureati o dei nuovi sequestrati il mondo lavorativo è quello che può offrire una vera emancipazione, è quello (e il solo) all’ interno del quale un Uomo può diventare un individuo di significato, accettando così come assodato quell’ assioma campeggiante l’ ingresso di uno dei luoghi peggiori del Mondo di sempre.

“Arbeit Macht Frei”.

Che il lavoro renda liberi ormai lo credono tutti, tanto che quando troviamo qualcuno disposto a rubarci i nostri giorni in cambio di pezzi di carta lo ringraziamo e lo veneriamo, mostrando così i sintomi veri e propri della Sindrome.

martedì 12 novembre 2013

L’Italia sotto occupazione straniera

Fonte: http://www.geopolitica-rivista.org/15559/litalia-e-sotto-occupazione-straniera-incontro-con-gianandrea-gaiani/

 Incontro con Gianandrea Caiani


Gianandrea Gaiani [nella foto], analista militare, è direttore del mensile telematico“Analisi Difesa” e collaboratore di varie testate: ha una sua rubrica su “Panorama” e scrive per “Il Sole 24 Ore”, “Il Foglio” e “Libero”. Recentemente il dottor Gaiani ha espresso posizioni molto dure sul nuovo governo italiano, sia in un editoriale di “Analisi Difesa” sia in una lettera a “Il Foglio”. Definito come un “governo di occupazione”, imposto all’Italia da potenze esterne, il gabinetto Monti, a giudizio del dott. Gaiani, si distinguerebbe per sudditanza e non starebbe facendo davvero gl’interessi dell’Italia, ma anzi danneggiandoli. Il con-direttore Daniele Scalea ha incontrato il dott. Gaiani per discutere con lui della sua forte presa di posizione.
DS: Dottor Gaiani, pare di capire che, a suo giudizio, i paesi che avrebbero imposto questo “governo d’occupazione” all’Italia sarebbero Francia, Germania e USA. È corretto?
GG: Per essere precisi, ritengo che siano state Parigi e Berlino a prendere la decisione. Washington si è limitata ad intervenire per salvaguardare i propri interessi: Obama, in un colloquio telefonico col presidente Napolitano, gli avrebbe suggerito i nomi cui affidare i dicasteri della Difesa e degli Esteri (evidentemente più cari agli USA), ossia rispettivamente quello del presidente del Comitato militare della NATO ammiraglio Di Paola e dell’ambasciatore a Washington Terzi di Sant’Agata.
In sostanza, comunque, è avvenuto ciò che è avvenuto in Grecia: è stato imposto un “governo fantoccio”, che rende conto a potentati esterni anziché al popolo.
Nei suoi interventi ha attirato l’attenzione su una questione inspiegabilmente passata sotto silenzio dai media: la richiesta dell’UE di abrogare le cosiddette “golden shares”. Ossia le quote e ben precisi poteri decisionali che lo Stato italiano mantiene nelle aziende strategiche privatizzate.
È paradossale che l’UE, in una situazione descritta come di piena emergenza, non trovi di meglio da fare che occuparsi delle golden shares italiane. Tanto più che Francesi e Tedeschi hanno meccanismi simili per proteggere le loro aziende strategiche. A breve scade l’ultimatum lanciato dall’UE all’Italia: senza una legge che sostituisca le golden shares e fornisca una protezione da scalate esterne, il settore strategico italiano (Telecom, Finmeccanica, ENI, Enel, ma anche le banche) sarà acquisito dagli stranieri per due soldi, complici le cadute nelle contrattazioni borsistiche. Facciamo qualche esempio. Le banche italiane hanno oggi una capitalizzazione che supera di poco i 30 miliardi di euro, ma gestiscono una quantità di denaro che è cinque volte superiore. Eppure, acquistarle tutte assieme costerebbe meno che acquistare la sola BNP Paribas. Finmeccanica ha una capitalizzazione di 2 miliardi, ma possiede beni immobili che da soli valgono 4 miliardi. Francesi, Tedeschi, ma non solo, si preparano a comperare i pezzi pregiati della nostra industria, e lo faranno anche per eliminare dei rivali. In fondo, la guerra in Libia non è servita a togliere interessi strategici all’Italia, e rimpiazzarla nel paese nordafricano? Vi sono due modi per togliere di mezzo un rivale: soffiargli i contratti, come in Libia, oppure comprarlo, farlo passare sotto il proprio controllo, come rischia di succedere alle aziende italiane.
Il negoziato per alleggerire i termini del rientro sul debito, chiesto dall’Italia all’UE, ci metterà di fronte ad un ricatto: svendere in cambio le nostre industrie pregiate. I due pesi e le due misure sono palesi: alla Germania è stato chiesto di eliminare dei provvedimenti che tutelano il suo settore automobilistico; non lo fa, eppure non riceve alcun ultimatum. Ben diverso è il trattamento riservato all’Italia, alla Grecia o all’Ungheria. Quest’ultima è stata costretta a rinunciare a leggi decise dai suoi rappresentanti eletti in cambio d’aiuti finanziari europei.

domenica 10 novembre 2013

GRECIA: In prigione chi si opporrà alla dittatura U€

Aria di dittatura europea in Grecia? Non bastava la troika ad imporre tagli a stipendi e pensioni, o tasse praticamente su tutto, da qualche giorno un emendamento del governo in via di approvazione da parte del Parlamento di Atene prevede fino a due anni di carcere per chi si oppone ai regolamenti Ue o alla sua politica estera. 

Identica pena per chi sia in disaccordo con le decisioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sull'embargo o sull'opportunità di attaccare uno Stato terzo. In un Paese praticamente governato dalla Ue viene imposta una sanzione penale pazzesca (da sei mesi a due anni di reclusione) per ogni regolamento comunitario disatteso. Come dire che, volendo semplificare la materia, se un cittadino decidesse di produrre i famosi zucchini troppo lunghi o decidesse di utilizzare reti da pesca a maglie più larghe di quelle previste dal regolamento Ue (il numero 40/2013 del consiglio del 21 gennaio 2013) finirebbe in carcere.

Il comma «a» all'art. 458 del codice penale ellenico è stato emendato lo scorso 24 ottobre così:  
«Ogni persona che viola intenzionalmente le sanzioni o le misure restrittive nei confronti membri o di entità o organismi o persone fisiche o giuridiche, o le decisioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite o di regolamento Ue è punibile con la reclusione per almeno sei mesi, salvo altra disposizione contenuta in più pesante pena». 
Gli unici a sollevare un'opposizione parlamentare a questo emendamento sono stati gli «estremi», i comunisti del Kke e i nazionalisti degli Indipendenti. 
«L'emendamento mira ad evitare qualsiasi reazione alla barbarie imperialista», ha detto il portavoce del Kke Thanassis Pafilis. Il deputato Notis Marias dei Greci Indipendenti ha osservato che questo accordo «criminalizza il diritto internazionale». Voci che gridano nel deserto democratico ellenico (e continentale), mentre sui blog di mezza Europa la notizia spopola. Il governo greco, ribattezzato «delle larghe intese con la troika», mira ad approvare quindi una legge-manette non solo per gli oppositori dell'Europa ma per chi semplicemente non osserva i regolamenti. E segnando un precedente pericolosissimo, inserendo di fatto nel Codice Penale ellenico il reato di opposizione all'Europeismo. 


sabato 12 ottobre 2013

Pecore e lupi

Marco Cedolin
 
Chiunque abbia avuto la sventura di vivere in Italia gli ultimi decenni è stato costretto a sperimentare sulla propria pelle il progressivo sgretolamento di un paese, smantellato pezzo per pezzo da una classe dirigente interessata unicamente al mantenimento del proprio status quo.
Anno dopo anno, prima lentamente, poi a ritmo sempre più incalzante, si è assistito all’annientamento dei diritti dei cittadini, all’eutanasia del sistema lavoro, allo smantellamento di un sistema sociale consolidato, alla precarizzazione di qualsiasi rapporto esistente fra l’essere umano e la realtà nella quale egli si trova ad interagire....

I risultati di questo lungo percorso a ritroso, imposto agli italiani attraverso l’uso del bastone e della carota, dovrebbero essere ormai chiari agli occhi di tutti.
I giovani si ritrovano oggi nell’impossibilità di costruire un futuro, sulla falsariga di quanto hanno fatto i loro nonni ed i loro genitori. Manca qualsiasi prospettiva occupazionale che consenta loro di aspirare alla creazione di una famiglia e alla realizzazione di una vita autonoma, e molto spesso una volta terminati gli studi inizia un calvario composto da occupazioni occasionali mal retribuite, frustrazione e senso d’impotenza, destinato a protrarsi indefinitamente nel tempo.
 

domenica 29 settembre 2013

Creare consenso con le bastonate

Marco Cedolin
 
 
Durante il corso degli ultimi anni, la crisi economica, congiuntamente alle manovre “lacrime e sangue” messe in atto da tutti i governi europei per compiacere i diktat dei grandi poteri finanziari, ha innalzato notevolmente il grado del conflitto sociale. L’aumento esponenziale della disoccupazione, la mancanza di prospettive occupazionali per le nuove (e vecchie) generazioni, lo smantellamento progressivo dello stato sociale e più in generale la scelta di mettere un sempre maggior numero di cittadini nella condizione di non riuscire a procurarsi il reddito necessario per condurre una vita dignitosa, hanno creato un acceso fermento sociale, non solo fra gli studenti ed alcune categorie di lavoratori ma anche a livello più diffuso.....

Un po’ in tutta Europa, a partire dalla Grecia, dalla Spagna e dal Portogallo, dove la scure dei “tagli” si è abbattuta con maggiore veemenza, le manifestazioni ed i cortei di protesta sono stati numerosi ed in molti casi l’esasperazione della popolazione ha finito per scontrarsi con la repressione praticata dalle forze dell’ordine.

In Italia, rispetto agli altri paesi, negli ultimi anni si è protestato poco, nonostante una cospicua parte della popolazione versi in condizioni drammatiche, ma ogni qualvolta si sono accese le contestazioni la repressione della polizia è stata durissima  e in molti casi sproporzionata rispetto alla minaccia. Centinaia d’immagini e spezzoni video testimoniano come in più di un’occasione le forze dell’ordine si siano accanite pestando a sangue studenti giovanissimi riversi a terra nella condizione di non nuocere, operai impegnati a difendere il proprio posto di lavoro, pescatori che non hanno più il denaro per muovere le barche, lavoratori dell’Ikea, ambientalisti NO TAV. Per tutti loro, ed anche per molti altri, cariche selvagge, manganellate gratuite e gas lacrimogeni tossici al cs, sparati in abbondanza, spesso ad altezza uomo a fracassare le ossa della faccia.
 

mercoledì 28 agosto 2013

Uomini liberi e servi sciocchi

Il Giornale Onlinedi Piero Cammerinesi (corrispondente dagli USA di Coscienzeinrete Magazine e Altrainformazione)

Chi controlla il passato, controlla il futuro. Chi controlla il presente, controlla il passato.
George Orwell


Completamente ipnotizzati dal puzzle dell’IMU e dal salvataggio-sì/salvataggio-no di Silvio Berlusconi i nostri media hanno totalmente passato sotto silenzio una notizia di grande rilevanza globale.

Non è una novità, direte voi.


Già, se le notizie non piacciono a chi domina il mondo possono venir falsate, mistificate, o, più semplicemente, taciute. I giornali servono a questo, no? Occhio non legge…mente non lavora. Questo silenzio ha una doppia valenza; prima di tutto indica come la nostra stampa sia estremamente provinciale, e, in secondo luogo, come il tacere su certi avvenimenti sia non solo omissione ma menzogna, la cui vera finalità è quella di far sì che per la gente certi eventi non siano mai accaduti. Mi riferisco alla riunione N.7015 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 6 agosto scorso[1], il cui tema era: “La cooperazione tra le Nazioni Unite e le organizzazioni regionali e sub-regionali per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali”.

Gli argomenti messi sul tappeto non sarebbero mai arrivati in Consiglio di Sicurezza se non grazie al fatto che alla Presidenza del Consiglio di sicurezza era di turno l’Argentina, che ha avuto pertanto la possibilità di denunciare pubblicamente all’ONU lo spionaggio da parte delle agenzie d’intelligence Usa e britanniche. Il giorno prima del Consiglio di Sicurezza, il 5 agosto, il Presidente della Repubblica Argentina, il Presidente della Bolivia, il presidente del Brasile, il Presidente dell'Uruguay, nonché i Presidenti di Venezuela ed Ecuador, avevano – tramite i loro Ministri degli Esteri - duramente condannando gli atti di spionaggio svolti dalle agenzie di intelligence degli Stati Uniti d'America[2].

Sei nazioni sudamericane hanno dunque saputo dare una lezione di dignità e di coraggio in primo luogo agli europei che, come ben si ricorda, hanno assunto un atteggiamento patetico di servi sciocchi di fronte alle rivelazioni secondo le quali aziende, legazioni consolari e ambasciate, telefonate e messaggi email di comuni cittadini vengono regolarmente spiate da anni dalle intelligence americana ed inglese. Senza parlare dell’incredibile episodio del dirottamento dell’aereo del presidente boliviano Morales, cui a luglio venne negato il sorvolo dello spazio aereo da parte di diversi Paesi europei compreso il nostro. Il nostro Ministro degli Esteri, l’ineffabile Emma Bonino, cui venne indirizzata una richiesta di spiegazioni, non ebbe neppure il coraggio di ammettere i fatti, mostrando non solo il volto del servo ma anche quello del servo sciocco.


venerdì 9 agosto 2013

TERREMOTI EUROGENDFOR: DITTATURA MILITARE SOTTO UN NUOVO ORDINE MONDIALE





di Gianni Lannes
 

L'esperimento sismico ad Haiti nel 2010 ha funzionato come a L'Aquila nel 2009. Pochi al mondo sanno realmente cos’è Eurogendfor ed il trattato di Velsen, ratificato in Italia dalla legge 84 del 2010, entrata in vigore il 12 giugno di 3 anni fa. La definizione ufficiale è la seguente:
 
«LEGGE 14 maggio 2010, n. 84. Ratifica ed esecuzione della Dichiarazione di intenti tra i Ministri della difesa di Francia, Italia, Olanda, Portogallo e Spagna relativa alla creazione di una Forza di gendarmeria europea, con Allegati, firmata a Noordwijk il 17 settembre 2004, e del Trattato tra il Regno di Spagna, la Repubblica francese, la Repubblica italiana, il Regno dei Paesi Bassi e la Repubblica portoghese per l'istituzione della Forza di gendarmeria europea, EUROGENDFOR, firmato a Velsen il 18 ottobre 2007. (10G0107) (GU n.134 del 11-6-2010)».
Eurogendfor non è soggetta alla legge, ossia al controllo indipendente della magistratura, inoltre, gode di totale immunità: può uccidere chiunque (gente comune ovviamente) e distruggere qualsiasi cosa.
Si tratta di una forza di polizia militare europea diretta ossia comandata dalla NATO, ovvero dal Governo  degli Stati Uniti d’America; a sua volta alle dipendenze delle organizzazioni terroristiche Bilderberg Group e Trilateral Commission.
L’articolo 1 delle Legge 84/23010 (che reca la firma di Napolitano, Berlusconi, Frattini, La Russa, Alfano e l’approvazione del Parlamento, opposizione compresa) recita: «La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno approvato;  IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA  promulga la seguente legge: Art. 1  Autorizzazione alla ratifica 
 1. Il Presidente della Repubblica e' autorizzato  a  ratificare  la Dichiarazione di intenti tra i  Ministri  della  difesa  di  Francia, Italia, Olanda, Portogallo e Spagna relativa alla  creazione  di  una Forza di gendarmeria europea, con Allegati, firmata a Noordwijk il 17 settembre 2004, e il Trattato tra il Regno di Spagna,  la  Repubblica francese, la Repubblica italiana, il  Regno  dei  Paesi  Bassi  e  la Repubblica portoghese per l'istituzione della  Forza  di  gendarmeria europea, EUROGENDFOR, firmato a Velsen il 18 ottobre 2007». 
 
Premessa: sull’argomento l’anno scorso ho pubblicato un libro (IL GRANDE FRATELLO. STRATEGIE DEL DOMINIO) e ancora prima ne ho scritto con prove solide. Qual è il punto nodale? La reale operatività. Mi spiego. Se l’entrata in vigore della legge italiana di ratifica del Trattato di Velsen che regolamenta le attività di EGF risale al 12 giugno 2010, come mai allora il quartier generale è stato inaugurato a Vicenza nel 2006? Ma soprattutto, come poteva - l’European Gendarmerie Force - essere operativa ad Haiti subito il terremoto telecomandato del 12 gennaio 2010? Altre prove? Eccole.
 

martedì 23 luglio 2013

USA, il bavaglio alla stampa

di Michele Paris

Un tribunale federale americano ha emesso qualche giorno fa un’importantissima sentenza nell’ambito di una fuga di notizie dalla CIA, gettando una nuova lunga ombra sulla garanzia della libertà di stampa negli Stati Uniti. La vicenda che ha portato venerdì all’inquietante verdetto ha infatti imposto ad un noto giornalista del New York Times di testimoniare nel processo contro la fonte interna al governo di una rivelazione che lo stesso reporter aveva raccontato in suo libro dedicato alle questioni della sicurezza nazionale.

Tre giudici della corte d’Appello per il “Quarto Circuito” di Richmond, in Virginia, hanno in sostanza stabilito che il Primo Emendamento della Costituzione americana - che garantisce, tra l’altro, la libertà di parola e di stampa - non può essere applicato ai giornalisti che ottengono notizie riservate e la cui diffusione non è stata autorizzata dall’autorità di governo. I giornalisti, perciò, possono essere costretti a testimoniare contro le persone sospettate di avere rivelato loro le informazioni in questione.

Nella sentenza, i due giudici di maggioranza hanno scritto che “chiaramente, un resoconto diretto e di prima mano da parte di [James] Risen sulla condotta criminale oggetto di indagini di un Grand Jury non può essere ottenuto con mezzi alternativi, dal momento che Risen è indubitabilmente l’unico testimone in grado di offrire questa fondamentale testimonianza”.

James Risen è un giornalista premio Pulitzer del New York Times ma la vicenda in cui è coinvolto riguarda esclusivamente il suo volume “State of War” del 2006, in un capitolo del quale raccontava come la CIA durante l’amministrazione Clinton avesse cercato di ingannare gli scienziati iraniani, spingendoli ad accettare da un doppio agente russo un progetto per un meccanismo di innesco nucleare appositamente alterato.

giovedì 30 maggio 2013

EUROGENDFOR: il ritorno delle camice nere

EUROGENDFOR: LE CAMICIE NERE SONO TORNATE



LE CAMICIE NERE SONO TORNATE.

A piccoli passi, la dittatura Europea sta arrivando, farcita di nutella e crema allo zabaione, a nome di politici nostrani traditori e compiacenti giornalisti, servi di un potere al di sopra delle parti, perché in prima pagina non troverete mai un articolo sulla Gendarmeria Europea, chiamasi Eurogendfor.
Anche i fedeli progressisti europei hanno votato il trattato di Velsen del 2007, grazie alla legge 84 del 14 maggio 2010, andata poi in vigore il 12 giugno 2010, all'unanimità l'ingresso negli stati della polizia, anzi chiamiamoli nel giusto modo: soldati o militari, per prevenire qualsiasi tipo di rivolta in nome della crisi, completamente liberi da qualsiasi tolleranza democratica, si proprio quella democrazia che, giornalisti logori, svecchiati, ciarlatani e ruffiani, paventano come conquista.
L'Eurogendfor godrà di totale immunità, una forza armata che sarà pubblicizzata dai mass-media come diga armata del vecchio continente e la cosa peggiore è l'ignoranza che avviluppa questo cambiamento, il popolo non ha nessuna consapevolezza di quel che accadrà.
Da quest’anno soppianta la Polizia di Stato, relegata ad un ruolo secondario su base locale, mescolata alla bassa forza (sottufficiali) dell’Arma.
L'arma dei carabinieri verrà smantellata, cambieranno divise e modi, cambierà tutto, l'assetto sarà di una dittatura molto simile a quella nazista, del resto l'Europa ha un passato illustre su nefandezze conclamate, denunciate, debellate e prontamente sostituite, con un altro nome, ma con un sapore ancor più aspro.
Circa due anni fa, parlavamo di gendarmeria europea e qualcuno ci ha definito complottisti, perché quando l'ignoranza aumenta, è facile trovare definizioni denigratorie nei confronti di chi urla in continuazione la verità.
Quindi fate tutti un passo indietro, lo stato di diritto non è più garantito e, adesso, l'articolo 11 della costituzione scrivetelo su un rotolo di carta igienica, perchè quel che si prospetta è molto peggio delle dittature studiate.
Tanto per entrare in merito vi cito testualmente l'articolo 1 dello statuto delle nuove camicie nere -una Forza di Gendarmeria Europea operativa, pre-organizzata, forte e spiegabile in tempi rapidi al fine di eseguire tutti i compiti di polizia nell’ambito delle operazioni di gestione delle crisi-.
Cominciate ad immaginare cosa accadrà ai No-Tav, ai manifestanti, agli oppositori tardivi di questo trattato; gli Stati Uniti guideranno la congiura contro i cittadini europei, senza che abbiano firmato nessuna resa della sovranità.
 
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