« Ogni giorno di più mi convinco che lo sperpero della nostra esistenza risiede nell'amore che non abbiamo donato. L'amore che doniamo è la sola ricchezza che conserveremo per l'eternità »

GUSTAVO ADOLFO ROL



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martedì 3 febbraio 2015

Azienda svedese impianta chip nelle mani dei dipendenti

 
Tratto da www.coscienzainrete.net

Una società svedese ha impiantato ai suoi dipendenti un microchip nella mano, consente loro di utilizzare fotocopiatrice, porte di sicurezza e anche pagare per il pranzo.
 
L'intenzione dell'azienda è impiantarlo a tutti i propri 700 dipendenti del proprio ufficio hi-tech di Stoccolma, nella parte posteriore delle loro mani.
I chip utilizzano l'identificazione a radiofrequenza (RFID) e sono delle stesse dimensioni di un chicco di riso.
 
Contengono informazioni di sicurezza personali che possono essere trasmesse su brevi distanze ad appositi ricevitori che poi attivano l'oggetto da utilizzare.
I Chip RFID si possono già trovare in carte 'contactless' – incluso il sistema Oyster che è utilizzato da oltre 10 milioni di persone per pagare il trasporto pubblico a Londra.
Sono simili ai chip impiantati negli animali domestici.

Chiunque si faccia impiantare volontariamente un chip con le proprie informazioni personali, rischia. Per tutta una serie di motivi, non ultimo, che le 'informazioni personali' possono essere lette, un domani – ma forse anche oggi – da un governo non proprio democratico, al tuo passaggio in qualsiasi punto con un 'rivelatore'.

lunedì 23 giugno 2014

MASONCHIP - ovvero " prendili da piccoli"



USA: Masonichip – il programma Massonico per L’Identificazione dei Bambini

Di Davide Consonni
Chiunque legga il titolo dovrebbe ritenere che l’articolista viva una realtà parallela, costruita in anni di paranoia compulsiva. Perfino l’articolista in questione, cioè io, preferirebbe che fosse così: un’irrazionale e stupida paranoia.
Invece no, la realtà stravolge la fantasia, concretizza i più cupi scenari, dimostra l’essenza di ciò che è, prescindendo dalle ingenue credenze del comune sentire e percepire.

La promozione di programmi di identificazione di bambini  da parte di obbedienze massoniche, negli Stati Uniti, è ormai una realtà affermata. Ogni stato confederato ha il suo programma massonico per la promozione e la somministrazione di kit per l’identificazione di bambini.  Così scritto rischio di passare ulteriormente per pazzo, per paranoico. Nessun problema.
Esistono, negli Stati Uniti, decine di siti internet che promuovono la somministrazione di kit per l’identificazione di bambini.
Così sembro più credibile? Ma sarà vero?
TRISTEMENTE E’ TUTTO VERO.

images (1)
[da qui in poi i grassetti sono tutti cliccabili, contengono i link alle fonti]
Passiamo alla triste ed incontrovertibile dimostrazione di quanto appena affermato. Partiamo da qualcosa di soft.
Perfino Wikipedia possiede una pagina dedicata al Masonic Child Identification Programs (CHIP)
Sentite cosa afferma la pagina wiki:
“Massonica Child Identification Programmi (CHIP) è una iniziativa benefica delle logge massoniche del nord america per facilitare l’identificazione e il recupero dei bambini scomparsi . Programmi CHIP sono supportati monetariamente dalla Gran Loggia, e sono gestiti da volontari provenienti da logge subordinate, nonché da forze dell’ordine e professionisti del settore dentistico
I programmi CHIP permettono ai genitori l’opportunità di creare un kit di identificazione per il loro bambino, a titolo gratuito. Il kit contiene una scheda di impronte digitali, una descrizione fisica, un video, disco computer o DVD del bambino, una impronta dentale, e un campione di DNA. Lo scopo del kit è quello di fornire informazioni critiche per il pubblico e per l’applicazione della legge nel caso in cui un bambino scompaia. Il programma è stato lodato dal Centro Nazionale per bambini scomparsi e sfruttati.
La videocassetta o DVD, oltre a catturare l’aspetto e la voce, include domande mirate verso gruppi di età del bambino e può aiutare a trovare bambini che potrebbero mancare per altri motivi oltre a sequestro.

mercoledì 25 dicembre 2013

Il futuro secondo Google? Un bel microchip nel cranio

Fonte:  libreidee.org

Scott Huffman, direttore tecnico di Google, preconizza un mondo in cui i microfoni di Google, inseriti nel soffitto, ascolteranno le nostre conversazioni intercettando le risposte verbali date a qualunque domanda sia posta. Il futuro di un business da 300 miliardi di dollari dipende dal successo nel riuscire a prevedere, automaticamente, le necessità di ricerca degli utenti, per poter presentare loro i dati di cui hanno bisogno. «La capacità di calcolo sta diventando così poco costosa che è inevitabile che prima o poi avremo una completa ubiquità di sistemi connessi tra loro attorno a tutti noi», dal microfonino personale attaccato al bavero della giacca fino all’abitacolo della nostra auto e persino ai Google Glass, gli occhiali muniti di un mini-computer ottico.

Google ti ascolta: un piccolo microfono appeso al soffitto, abilitato a rispondere a interrogazioni verbali al motore di ricerca, eliminerebbe la necessità di tenere un’agenda, “ricordando” impegni e orari.
microchip cranicoHuffman, scrive Adam Sherwin sull’“Independent”, è l’uomo che più di ogni altro ha lavorato, negli ultimi quindici anni, per raffinare il funzionamento dei motori di ricerca. Secondo lui, l’atto fisico dell’usare una tastiera per compilare il campo di ricerca della pagina di Google andrà gradualmente scomparendo. Le informazioni necessarie potrebbero essere rese disponibili tramite «un piccolo sistema indossabile, che potrebbe avere un piccolo schermo, e con cui si interagirà semplicemente attraverso la nostra voce, forse con qualche piccolo tocco, e nient’altro».

Esempio: «Immagina che io possa dire al microfono inserito nel soffitto di una stanza: “Puoi farmi vedere il
video con gli highlights della partita di ieri dei Pittsburgh Steelers sulla Tv del salotto?”, e che questo funzioni, grazie al fatto che con il Cloud ogni cosa è connessa». Oppure: «Potrei chiedere al mio “assistente” di suggerirmi un ristorante francese non troppo caro. Google dirà “ok, andremo in quel ristorante”, e prima ancora che io salga in macchina il navigatore avrà già impostato il percorso».
Scott HuffmanChe poi gli utenti di Google vogliano davvero un microfono inserito in ogni soffitto è un’altra questione, osserva Sherwin, specie dopo che la società è stata coinvolta nella crisi di fiducia generata dalle rivelazioni di Edward Snowden a proposito del programma di sorveglianza elettronica clandestino Prism operato per anni dalla National Security Agency americana. Google ha unito le proprie forze a quelle di altri giganti della tecnologia come Facebook, Apple e Yahoo!, insieme ai quali ha chiesto un cambiamento nelle norme che regolano le procedure di sorveglianza elettronica negli Usa e una messa al bando su scala internazionale della raccolta massiva di “metadati”, per aiutare a mantenere la fiducia del pubblico nella rete internet. Dopodiché, aggiunge Sherwin, «Google ritiene di poter un giorno soddisfare il bisogno di informazioni dei suoi utenti inviando i risultati delle sue ricerche direttamente a dei microchip impiantati nel loro cervello». Primo step: «Sono state già avviate ricerche relative alla possibilità di utilizzare simili microchip per poter aiutare persone disabili a sterzare guidando le proprie sedie a rotelle».

L’attuale attuale priorità è utilizzare “Google’s Knowledge Graph”, un magazzino di informazioni in continua espansione che al momento contiene 18 miliardi di informazioni su fatti relativi a 60 milioni di soggetti, per produrre un sistema di risposta più “umano”. Le richieste di informazioni di tipo vocale sono molto più complesse di quelle fatte immettendo un paio di parole nella finestra di dialogo di un comune motore di ricerca. «Il mio team sta lavorando molto sull’idea di avere una più ricca modalità di conversare con Google», sostiene il direttore del colosso digitale, secondo cui il traguardo è ormai alla portata: tra cinque anni, «Google ti risponderà esattamente nel modo in cui lo farebbe una persona», arrivando cioè a «comprendere il contesto di una conversazione».

http://www.libreidee.org/2013/12/il-futuro-secondo-google-un-bel-microchip-nel-cranio/

domenica 24 novembre 2013

La terra dei fuochi? occasione per microcippare la popolazione - problema reazione soluzione.

Minibiochip in tessuti umani per screening su popolazione in Terra dei Fuochi

http://sapereeundovere.itRoma, 21 nov. – (Adnkronos Salute) – Usare minibiochip in tessuto umano, pensati per studi di immunoistochimica a livello di proteine e poi per l’analisi in situ del Dna e dell’Rna, per “gli screening sulla popolazione campana che vive nella Terra dei fuochi e dei veleni. Oggi questi minibiochip hanno raggiunto livelli di sviluppo tali che possono identificare con anticipo i soggetti a rischio di diabete, ma anche identificare ‘marker’ per patologie tumorali”, spiega all’Adnkronos Salute Antonio Giordano, raggiunto negli Usa dove dirige la Sbarro Health Research Organization di Philadelphia.Giordano è tra i promotori del Workshop sulle potenzialità della tecnologia ‘Tissue Microarray’ (Tma), nella validazione di biomarcatori, nello studio della risposta ai farmaci e sul loro possibile utilizzo diagnostico, svoltosi in questi giorni all’University City Science Center di Philadelphia (Usa).

“Oggi è il tempo della medicina personalizzata e le moderne tecnologie come i Tma – sottolinea Giordano – sono uno strumento prezioso sia per promuovere la scoperta di nuovi meccanismi molecolari alla base della insorgenza delle malattie e della loro associazione con l’ambiente e gli stili di vita dei pazienti, sia per orientare le future terapie personalizzate. Perché non usarli – suggerisce Giordano, che da anni è impegnato sul tema dei rifiuti in Campania – sulla popolazione campana gravemente colpita dall’inquinamento e dai veleni degli sversamenti illeciti dei rifiuti? Alcune università e centri di ricerca in Italia da tempo li stanno sviluppando”.


mercoledì 30 ottobre 2013

la DARPA progetta Chip neurali per i soldati del futuro


Nel prossimo futuro, i soldati impegnati nelle guerre, potrebbero avere dei chip neurali in grado di tenere sott’occhio tutti i loro valori vitali. Questo è l’ambizioso progetto che sta approvando la DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) con un finanziamento di 70 milioni di dollari.
Essa ha dichiarato anche che i chip neurali aiuteranno lo sviluppo e l’applicazione di terapie che incorporeranno la registrazione dei segni vitali e lo stimolamento di certe zone del cervello capaci di far produrre maggiori ormoni quali l’adrenalina. Inoltre questi chip neurali potrebbero aiutare i medici a studiare meglio le malattie mentali e le loro cause, analizzando costantemente il cervello.


Dispositivi del genere, anche se tecnologicamente più arretrati, esistono già e sono innestati nel cervello di circa 100 mila persone che soffrono del morbo di Parkinson o di depressione acuta. Ma questi chip neurali sono stati studiati per monitorare una determinata area del cervello umano attraverso delle stimolazioni elettriche, e non hanno la possibilità di trasmettere in tempo reali i risultati dei dati analizzati. Essi li possiamo immaginare come una sorta di pacemaker del cervello. Al contrario, i nuovi chip neurali progettati dalla DARPA, sarebbero in grado di fornire costantemente i dati e i segni vitali del cervello dei soldati, rendendo così più accurate le decisioni durante la battaglia. 


sabato 22 giugno 2013

Totalitarismo hi tech e ben armato


In una scuola nel Maryland è stato installato PalmSecure, un sistema di scansione biometrica che richiede agli studenti delle elementari di mettere la mano su scanner a raggi infrarossi al fine di pagare il loro pranzo a scuola. Le sfumature uniche della mano di ogni singolo bambino verranno catalogate e l'immagine criptata con un algoritmo numerico che viene combinato con il costo del pasto.

PalmSource, una società giapponese specializzata in tecnologia biometricaoffre questo "sistema di autenticazione" che è commercializzato come una necessità nel settore sanitario, bancario, della sicurezza, del governo, vendite al dettaglio e istruzione. La
società fornisce anche una serie di chip RFID con capacità di memoria.  Il costo per contribuenti e genitori dell'installazione di questo sistema di sorveglianza stile Grande Fratello in 43 scuole in Maryland è stimato in 300.000 dollari.
PalmSource è in fase di sperimentazione in Florida, Mississippi e Louisiana.
I responsabili del scolastico di Spring Independent a Houston, nel Texas, affermano che "i lettori RFID situati lungo ogni campus sono utilizzati per identificare la posizione degli studenti all'interno della struttura, e che possono essere utilizzati per verificare la frequenza dello studente per il finanziamento e le finalità del corso".

In Texas, i bambini che frequentano la scuola nel Northside Independent School District della scuola sarà richiesto di portare carte con tag RFID mentre sono nel campus. I movimenti di 6000 studenti saranno monitorati dalla facoltà, in un programma pilota che spera e prevede di espandere il monitoraggio di tutti gli studenti nei 12 distretti.
Wendy Reyes preside della Jones Middle School, spiega che hanno intenzione di sfruttare la possibilità di monitorare i loro studenti negli edifici, perché potrebbero essere stati in qualunque posto, ma magari non erano in aula e in questo modo possono "vedere" che non erano seduti in classe. Questo sistema "li aiuterebbe ad avere un quadro esatto delle presenze".

sabato 15 dicembre 2012

Cinque impressionanti Tattiche di Sorveglianza

Perché il potere occulto ha necessità di monitorare ogni aspetto della nostra vita?
Perché ha dovuto creare addirittura degli autoattentati onde indurre le necessità di azzerare i diritti alla privacy di ogni individuo?
Perché la tassazione è diventata brutale ed invasiva?
Cosa temono i manipolatori del reale e dell’immaginario?
Cosa potrebbe sfuggire loro?
Un interessante articolo di Tana Ganeva su Alternet:

Cinque impressionanti Tattiche di Sorveglianza

Le erosioni delle libertà civili degli americani dipendono dagli elevati livelli di apatia pubblica. (…) Nel frattempo, alcuni delle più grandi minacce alla privacy, oltre ai dati non sicuri on-line oppure al tracking degli iPhone o dei GPS, sono fisicamente discrete e quindi facilmente ignorate. E ci vorrà meno di un anno o due per vedere il cielo invaso da aerei droni spia. Così un metodo di monitoraggio, che sembra letteralmente provenire dalla sceneggiatura di un film di fantascienza, ci aiuta a rivelare come su larga scala la sorveglianza commerciale è diventata assai sofisticata e governativa. Di seguito i cinque recenti sviluppi che sembrano quasi irreali nella loro spaventosa distopia:

1. Gli autobus ed i tram che possono sentire quello che dici.
Non si può davvero andare da nessuna parte in America senza essere seguiti dalle telecamere. Ma vedendo che non sono sufficienti, secondo un rapporto del Daily, tutte le città si stanno attrezzando per l’ascolto di conversazioni private sui mezzi pubblici. A San Francisco, i funzionari della città hanno intenzione di installare telecamere di sorveglianza che registrano i 357 autobus e filobus giornalieri. Questi sistemi hanno la capacità di filtrare il rumore di fondo e di migliorare la registrazione della conversazione tra passeggeri. I funzionari hanno detto che lo scopo di questo sistema è semplicemente quello di aiutarvi a risolvere le controversie tra gli utenti del bus. I funzionari di San Francisco non fanno commenti, ma il Daily ha trovato documenti giustificativi su questa tecnologia di approvvigionamento di dati. “Lo scopo di questo progetto è quello di sostituire i sistemi esistenti di videosorveglianza della flotta SFMTA con un nuovo affidabile e tecnologicamente avanzato sistema in grado di aumentare la sicurezza dei passeggeri e di migliorare l'affidabilità e la manutenzione del servizio”. È un bene che il ‘Department of Homeland Security’, che copre l'intero costo del sistema di monitoraggio di San Francisco, si ostini a garantire corse in autobus piacevoli per i passeggeri!

2. I manichini che possono vedere.
Una manciata di rivenditori negli Stati Uniti e in Europa stanno installando manichini nei loro negozi in grado di determinare età, sesso e razza dei clienti, così come Bloomberg ha riferito il mese scorso. Non preoccupatevi, il dispositivo di riconoscimento del volto è nascosto, quindi non c'è modo di sapere se le bambole di plastica giganti nel negozio che vi guarda lo hanno oppure no. La società che ha sviluppato i modelli (nome Eye-See) vende i suoi articoli come segue: Questa speciale telecamera installata nella testa del manichino analizza i tratti del viso delle persone che passano attraverso la sua parte anteriore e fornisce informazioni statistiche di fondo, utili per lo sviluppo di strategie di marketing mirate. Il software può anche fornire altri dati come il numero di persone che passano davanti ad una finestra o vetrina in determinati momenti della giornata. Sono inoltre in procinto di sviluppare la tecnologia che cattura nelle conversazioni dei clienti alcune parole chiave per aiutarli ad adeguare i propri piani di marketing. Uno schermo di pubblicità, espressamente destinata a ciascun cliente, è anche il futuro di Eye-See. In realtà, lo scenario ideale non sarebbe se i clienti fossero sostituiti da manichini programmati per comprare qualcosa altro?


lunedì 5 novembre 2012

Sandy usato per costringere la popolazione ad impiantarsi microchip sottopelle!

5 novembre 2012 - E' incredibile come le autorita' del New Jersey ,recentemente devastato dall'uragano Sandy,avessero annunciato da tempo un contratto con la Delray beach - VeriChip Corporation, un fornitore di sistemi identificativi a radio frequenze (RFID),  per il soccorso e la gestione delle emergenze in caso di catastrofi.


Il sistema VeriTrace fu creato a causa dell'uragano Katrina, dove si rese utile all'identificazione, il rilevamento e il conteggio delle vittime dell'uragano. (utile non vi sembra?)

VeriTrace è stato progettato per assistere le agenzie statali e federali nella gestione delle situazioni di emergenza attraverso la tecnologia RFID impiantabile.

Un comunicato stampa pubblicato lo scorso 18 ottobre 2012 annunciava che Radiant RFID , con sede a Austin, Texas, avrebbe fornito all'Ufficio del New Jersey di Homeland Security i dispositivi di identificazione(OHSP) con la tecnologia RFID.
Coincidenze vero? E' sempre piu' forte la campagna mediatica per l'impianto sottopelle di questi famigerati microchip che col passar del tempo diventeranno sempre piu' "indispensabili " per lo svolgimento anche delle piu' elementari attivita' umane,la strategia del controllo non conosce tregua.Le autorita' del New Jersey sembra che volutamente non abbiano emanato un ordine di evacuazione preventivo,prima dell'arrivo dell'uragano Sandy.Una strategia del terrore che costringera' la maggior parte della popolazione ad accettare suo malgrado l'impianto di questo chip che sara' spacciato sempre di piu' per la panacea di tutti i mali...

 
Fonte: terrarealtime

domenica 4 novembre 2012

SPAGNA - Microchip impiantati nelle discoteche


Se prendi una rana e la metti nell'acqua bollente schizzerà fuori ma se la metti nell'acqua fredda e la scaldi piano piano si ritroverà bollita, non è la ricetta per il brodo di rana ma quella per il nuovo ordine mondiale.

Microchip impiantati nelle discoteche in spagna non solo per l'entrata ma anche per il credito (moneta elettronica) e i giovani?........ a sentire tutti contenti, ma porcaccia la miseria ma non vi rendete conto che la bestia vi lusinga, vi circuisce, usa i vostri legittimi desideri di divertimento per imporvi in maniera subdoloa il marchio della bestia, VI DOVETE RIBELLARE perchè vi stanno fottendo alla grande con quello che più vi piace.

Certo che però quello di farvi impiantare un corpo estraneo e per nulla innoquo per ballare non lo capisco proprio, mi rattrista il fatto che la bollitura dei cervelli và alla grande.

Zak



Fonte video youtube canale di: 777AntiNWO

martedì 11 settembre 2012

Reazione popolare contro i microchip RFID

fonte: http://hearthaware.wordpress.com/

È recentissima la notizia che in alcune scuole americane è partito un progetto pilota per far abituare i bambini ad indossare un microchip RFID durante la permanenza negli ambienti scolastici, attraverso alcuni gadget come la tessera identificativa scolastica “microchippata”, la divisa scolastica con trasmettitore incorporato e addirittura un collare (!) da indossare proprio come gli animali domestici… Il governo americano vorrebbe garantire “la sicurezza” degli studenti, tracciandone tutti gli spostamenti per ridurre la percentuale di coloro che “marinano” la scuola.

Bambini orientali indossano un braccialetto per il tracking RFID
Sono questi i primi passi che il NWO sta muovendo a livello sperimentale per rendere familiare alle nuove inesperte generazioni l’intimo contatto con un microchip capace di monitorare le loro vite. Ebbene forse hanno sbagliato tempistica o valutato male i loro “polli”, perchè negli ultimi giorni questi progetti non hanno fatto altro che scatenare malumori popolari e proteste pubbliche contro l’uso di questa tecnologia.

Divise scolastiche di bambini brasiliani con microchip RFID cucito nello stemma della scuola (lo scudo sulla t-shirt)
Le scene che vedete nel video sotto l’articolo sono del tipo che qualche anno fa ci immaginavamo nei film futuristici tipo “Orwell 1984“, ma sono un segno concreto che perfino in America (per eccellenza la patria del controllo di massa) le persone non si fanno mettere nel sacco così facilmente. I microchip sono da decenni nei programmi di controllo del NWO: la strategia per la loro introduzione è graduale, procede poco alla volta per diluire i cambiamenti nel tempo ed attutirne l’impatto emotivo. Se il loro primo passo felpato ha sortito questi effetti sonanti, i nostri “controllori” hanno poco da stare allegri. La gente non dorme più, dovrebbero tenerne conto.


martedì 20 marzo 2012

Obamacare: dal 2013 microchip sottocutanei per tutti i cittadini americani



A cura della d.ssa Enrica Perucchietti

Premessa
Se verrà confermato alla Casa Bianca nelle presidenziali del prossimo 6 novembre, Obama ha chiarito che renderà obbligatorio nel corso del 2013 l'inserimento del microchip sottocutaneo in tutta la popolazione americana. L’obiettivo è di creare un registro nazionale di identificazione che permetterà di “seguire meglio i pazienti avendo a disposizione tutte le informazioni relative alla loro salute”. Il nuovo progetto relativo alla salute (HR 3200) è stato adottato recentemente dal Congresso e alla pagina 1001, contiene l’indispensabile necessità per tutti i cittadini che usufruiscono del sistema sanitario di essere identificati con un microchip, il cui prototipo definitivo è allo studio della FDA (Food and Drug Administration) dal 2004.
 
Un passo indietro
Né George Orwell, né Aldous Huxley nelle loro distopie si erano spinti così lontano da poter prevedere l’avvento di una popolazione controllata da microchip sottocutanei. 1984 e Il Mondo Nuovo ci hanno tramandato due sistemi totalitari che hanno preceduto sulla carta, con inquietante forza visionaria, innovazioni politiche che ci hanno reso progressivamente sempre più “trasparenti” e schiavi di fronte all’ingerenza statale.
Già nel 1932 Huxley era arrivato a prevedere addirittura un sistema in cui gli abitanti sono concepiti e prodotti industrialmente in provetta. Sotto il mito del progresso i cittadini vengono condizionati fin dall’infanzia con tecnologia e droghe e da adulti si ritrovano ad occupare ruoli sociali prestabiliti dalla nascita. La rinuncia a ogni emozione, privacy, libero arbitrio che contraddistingue il Grande Fratello di Orwell e lo stato totalitario di Huxley offrono però ancora in minima parte una via di fuga, di reazione anarchica alla violenza livellatrice dello Stato. In 1984 il protagonista Winston Smith può ancora provare almeno a ribellarsi, allontanandosi dai centri abitati e tramando con l’amante lontano dall’occhio onnipresente del Grande Fratello. Questo perché nel mondo immaginato da Orwell i cittadini non sono ancora totalmente “trasparenti”. Essi sono sottomessi a un controllo quasi totale ma non del tutto globale.
 

venerdì 20 gennaio 2012

In arrivo la pillola con il microchip



Il placebo contenente il dispositivo delle dimensioni di un granello di sabbia potra’ essere ingerito assieme alle altre medicine
Un microchip ‘commestibile’ che il paziente puo’ ingerire in pillole permettera’ ai pazienti di seguire i consigli del medico e monitorare la propria salute: sembra il futuro prossimo venturo, e invece sta per diventare realta’ nelle farmacie del Regno Unito.
Lloydspharmacy, una delle maggior catene di farmacie britanniche, ha firmato un accordo con la societa’ californiana Proteus Biomedical per la commercializzazione di pillole che, grazie al microchip, comunicano con un cerotto applicato alla spalla del paziente. Costo al pubblico, circa 50 sterline al mese. Il cerotto, che riceve i segnali dal chip ingerito e li incrocia con altri dati relativi al sonno, temperatura e battito cardiaco, manda a sua volta l’insieme delle informazioni a cellulari e computer di proprieta’ del malato, o di chi si occupa di lui, o del suo medico curante.

Il pacchetto, battezzato Helios, arrivera’ in farmacia in settembre.  mentre il cerotto dovra’ essere cambiato settimanalmente. Lo scopo e’ di migliorare la terapia per malati cronici che, ad esempio, dimenticano di prendere le medicine prescritte: e’ una buona meta’ dei pazienti, secondo le stime dell’Oms, che in questo modo si provocano complicazioni non necessarie oltre a causare sprechi di farmaci che costano al servizio sanitario nazionale in Gran Bretagna quasi 400 milioni di sterline l’anno.
Il servizio sara’ offerto a malati di diabete e con problemi cardiaci cronici: ‘L’idea e’ di dare tranquillita’ a individui alle prese con complicati regimi terapeutici e metterli in contatto con la famiglia, gli amici e le persone che si prendono cura di loro’, ha indicato un portavoce di Proteus. La joint venture ha d’altra parte provocato perplessità tra i garanti della privacy. Secondo Nick Pickles, direttore del gruppo Big Brother Watch, potrebbero esserci rischi dal momento che pazienti e le loro famiglie ‘non hanno il completo controllo sul totale dei dati raccolti e su quante persone possono avervi accesso’. (ANSA).

fonte: giornalettismo

visto su: altrainformazione

giovedì 2 dicembre 2010

LE GRANDI COMPAGNIE FARMACEUTICHE INIZIANO A INSERIRE MICROCHIP NEI FARMACI

DI MIKE ADAMS
NaturalNews.com

L’era del microchip farmaceutico incombe su di noi. Novartis AG, una delle più grandi compagnie farmaceutiche al mondo, ha annunciato un piano per iniziare a impiantare microchip nelle medicine per creare una tecnologia “smart pill”.

La tecnologia del microchip è stata autorizzata dal Proteus Biomedical di Redwood City, California. Una volta attivato dai succhi gastrici, il microchip inserito inizia il rilevamento e la trasmissione dei dati ad un ricevitore indossato dal paziente. Il ricevitore è anche una trasmittente che può mandare i dati al dottore attraverso internet.

L’idea dietro tutto ciò è di creare “smart pills” che possano rilevare cosa sta accadendo nel corpo e mandare quest’informazione al dottore del paziente. La Novartis programma di iniziare a inserire microchip nei farmaci anti-rigetto che si assumono dopo il trapianto d’organi e quindi espandere potenzialmente il “microchipping” ad altri farmaci della loro linea di prodotti. Questa stessa tecnologia potrebbe presto portare a pillole prodotte anche da altre case farmaceutiche.

Anche i piani meglio studiati…

Tutto ciò sembra buono all’apparenza, ma i lettori di NaturalNews senza dubbio hanno molte domande scettiche. Tanto per cominciare, apparentemente Novartis non sta programmando di portare nessuna prova clinica che possa tenere in considerazione le questioni di sicurezza legate all’ingoio dei microchip. “La Novartis non si aspetta di dover portare prove cliniche su larga scala per provare che i nuovi prodotti funzionano”, riporta la Reuters. “Invece, punta a fare i cosiddetti test di bioequivalenza per mostrare che sono uguali agli originali”. (http://www.reuters.com/article/idUS..)

Ma ho una domanda: quali prodotti chimici o metalli pesanti sono contenuti nel microchip stesso? Un microchip che trasmette dati dovrà avere per forza una fonte d’energia, il che vuol dire che ha bisogno di una batteria molto piccola, o di un qualche tipo di condensatore. I materiali usati nei condensatori e nelle batterie, per quanto ne so, sono tossici per il corpo umano e non dovrebbero mai essere ingeriti.

I microchip non sono cibo, e ingoiarli sembra pericoloso per la vostra salute, in particolare se ne state prendendo parecchi al giorno.

La privacy dei dati

Un’altra enorme preoccupazione riguardante i microchip che trasmettono dati è la privacy degli stessi. Se questi microchip stanno trasmettendo un’informazione, allora ovviamente quest’informazione potrà essere captata da qualsiasi cosa nelle vicinanze, inclusi potenziali individui senza scrupoli o da organizzazioni che potrebbero suggerirne un uso malvagio.

Per esempio, supponiamo che una locale farmacia installi un rilevatore del segnale dei microchip nel loro ingresso principale per scoprire le persone che stanno trasmettendo dati medici. Potrebbero allora in teoria decifrare quei dati e in quale condizioni di salute è il cliente e quindi promuovere i farmaci generici in competizione come sostituti.

Agenti governativi potrebbero essere dotati di “scanner di microchip di farmaci” che stabiliscono quali pillole state assumendo in quel momento. Ciò potrebbe essere usato per violare la vostra privacy condividendo questi dati con altre agenzie governative o potrebbero addirittura essere venduti a terzi quali le agenzie di marketing.

Dubito molto del fatto che i dati trasmessi dal microchip in queste pillole saranno criptati perché criptarli richiederebbe una fonte d'energia veramente elaborata, e non ci sarebbe spazio per più di una CPU o una fonte d’energia dentro questi piccoli microchip. Più probabilmente, trasmetteranno un semplice segnale di dati che potrà essere rilevato e decifrato abbastanza facilmente.

Ricordatevi di prendere le vostre medicine

Ma la parte davvero spaventosa di queste medicine col microchip è che questa tecnologia sarà usata per assicurarsi che la gente stia prendendo le sue medicine. Le compagnie farmaceutiche hanno perso miliardi di dollari all’anno (secondo loro) a causa di pazienti che non si ricordano di prendere i farmaci. In realtà, una parte di ragione per la quale non riescono a ricordare di prendere le loro pillole è perché molti farmaci danneggiano le funzioni cognitive, ma questa è un’altra storia.

Dunque questa tecnologia di microchip “smart pill” sarà probabilmente utilizzata per scovare quali pillole hanno preso i pazienti in modo tale da poter loro “ricordare gentilmente” di prendere più pillole di quante possano aver dimenticato. Nel business del marketing viene chiamato “continuity program”. E’ un modo per assicurarsi regolarmente continue vendite.

In questo contesto, inserire dei microchip nelle pillole giova alle compagnie farmaceutiche, non necessariamente ai pazienti. Ciò è vero in particolare quando consideriamo quei farmaci che sono dannosi per la salute umana -- e noi tutti sappiamo che il mercato farmaceutico è pieno di pillole che in seguito sono risultate essere estremamente pericolose o addirittura mortali (il Vioxx, ricordate?)

Prossimamente: scanners di farmaci in dotazione a polizia e datori di lavoro

Ora, ci può essere un interessante effetto collaterale in tutto questo. I datori di lavoro che stanno intervistando i candidati all’eventuale lavoro possono essere in grado di comprare (o creare), semplici dispositivi rilevatori di farmaci che rivelano la presenza di un microchip farmaceutico che trasmette un segnale. (Probabilmente potreste farne uno nel vostro garage con componenti elettroniche acquistate da Radio Shack).

Potrebbe essere molto utile per i datori di lavoro che non vogliono assumere persone che prendono farmaci. Ti invitano per un’intervista e silenziosamente cercano i dati trasmessi dal farmaco. Una luce rossa dice loro che stai trasmettendo dati medici, e vi dicono con calma che l’intervista è finita e che “vi faremo sapere“.

Con datori di lavoro che affogano nei costi dell’assicurazione medica, ciò potrebbe fornire un semplice, facile modo di evitare di assumere chiunque possa (dal loro punto di vista) creare un aggravio del costo sui loro piani d’assicurazione sanitaria. Non sono necessariamente d’accordo con quest’uso della tecnologia, sto solo dicendo che questo è un modo che è probabile venga usato dai datori di lavoro per escludere gli impiegati sotto trattamento.

Anche la polizia potrebbe utilizzare un simile dispositivo di scanning per determinare se un guidatore sul luogo dell’incidente potrebbe essere stato indebolito dal farmaco. Questo ad esempio è un uso col quale sono d’accordo. Al giorno d’oggi le strade sono piene di guidatori dopati da farmaci minorati mentalmente . Il problema in realtà è molto peggiore di quello dei conducenti ubriachi, tra l’altro, e ancora non è stato fatto praticamente niente per combattere il problema dei guidatori sotto trattamento. (La maggior parte delle persone non sa neanche che il problema esista).

Se le persone che prendono medicine stanno trasmettendo questo fatto attraverso tutti i piccoli microchip che ingoiano, dunque rilevare la presenza di farmaci è semplice. E’ perfino più facile di un test dell’etilometro perché non richiede azioni da parte del soggetto del test. Il poliziotto preme semplicemente un bottone, aspetta due secondi, e può quindi determinare se state trasmettendo dati medici. A questo punto, potreste essere arrestati con l’accusa di “guida sotto effetto di farmaci”.

Un’altra ragione per non prendere medicinali

Ci sono chiaramente molte domande senza risposta e addirittura qualche rischio inerente al assumere medicine col microchip. Per alcune persone, le questioni legate alla privacy possono essere il problema più grande di tutti: chi vuole innanzitutto trasmettere il fatto che si stiano assumendo farmaci?

Non assumo nessun farmaco ovviamente, e anche la maggior parte dei lettori di NaturalNews li evita. Il fatto che i farmaci saranno presto dotati di microchip è già un’altra buona ragione per trovare rimedi più olistici per prendervi cura della vostra salute. Non scommettete la vostra vita (e la vostra privacy) sulle pillole del Big Pharma. Scegliete uno stile di vita olistico e salutare basato su nutrienti cibi organici, una regolare attività fisica e l’elusione di ogni prodotto chimico (sintetico) creato dall’uomo, e verosimilmente non avrete mai bisogno di farmaci per tutta la vostra vita.

L’era del microchip impiantato su persone e farmaci incombe su di noi. Visto cosa sta facendo il TSA (Transportation Security Administration, l‘agenzia federale che si occupa della sicurezza negli aeroporti statunitensi n.d.t.) con i nuovi body scanners (http://www.naturalnews.com/030100_n…), potete solo immaginare che cosa farà il Grande Fratello con tutti i dati medici che potreste trasmettere dall’interno del vostro corpo.

Infatti, l’idea stessa che ci sia un microchip all’interno del vostro corpo che sta trasmettendo dati potrebbe farvi segnalare dal TSA come potenziali terroristi, che procederebbe quindi a tastare i vostri genitali e palpare i vostri seni come parte della loro nuova annaspante tecnica di perquisizioni corporali potenziate (http://naturalnews.com/030302_T).

Il miglior modo per evitare tutti questi rischi è semplicemente mangiare la propria verdura e bere i vostri “superfoods” (non ho idea di come tradurre questo termine, avevo pensato potessero essere gli integratori, beveroni o qualcosa del genere, ma è solo una mia supposizione). Non diventate un rintracciabile, reperibile suddito dell’industria medica che vuole trasformare il vostro corpo in un centro di profitto da laboratorio.

Titolo originale: "Big Pharma to begin microchipping drugs "

Fonte: http://www.naturalnews.com
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09.11.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di PASCAL SOTGIU
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