Benché i media non ne parlino più il
Giappone deve ancora fare i conti, sempre più salati, con le radiazioni.
Nemmeno la capitale è fuori pericolo. E ora, qualche giorno fa, con
reattori ancora ad alto rischio, un nuovo terremoto ha scosso Tokyo ..
E'
anche il caso di segnalare che il 12 febbraio una parte del muro e
della copertura dell’edificio turbine del reattore numero 4 della
centrale nucleare di Cernobyl è crollata... ( www.meteoweb.eu )
Gli abitanti di Tokio cominciano a fare i conti con le conseguenze dell’apocalisse di Fukushima, e molti fuggono dalla città.
Il Washington Blog è stato una delle fonti americane più informate sui
fatti di Fukushima, riportando in tempo reale (fin di tempi del
disastro) le notizie del giapponese EneNews.
Alla fine di questo 2012, il blog fa il punto sulla situazione a Tokio
proprio in base ai moltissimi dati di EneNews, giungendo ad una serie di
inquietanti conclusioni:
Il Cesio nella baia di Tokio è persino più alto di quello di Fukushima –
quasi tutto il fondale sarà contaminato entro il 2014; Tokio sta
continuando a subire un fallout radioattivo 5 volte superiore a quello
delle prefetture più vicine a Fukushima; Secondo il Japan Times, l’area
metropolitana di Tokio è una bomba a tempo. Gli esperti avvisano
dell’accumulo della contaminazione da Fukushima, e del potenziale
disastro al secondo più grande lago giapponese;
Il terreno di Tokio è così caldo che dovrebbe essere mandato in una discarica per rifiuti speciali;
Secondo un esperto giapponese, oltre alla fuga dalle prefetture vicine a
Fukushima, sempre più cittadini stanno abbandonando Tokio;
I residenti dell’area di Tokio riportano sempre più frequentemente la presenza di cisti e noduli, mentre i dottori minimizzano;
Secondo gli scienziati giapponesi,
il quantitativo di radiazioni è “salito in modo significativo” nell’area di Tokio dopo Fukushima...
DELLA CATASTROFE DI FUKUSHIMA NON SI PARLA PIU', come se fosse un evento
ormai passato, mentre noi sappiamo che quando si tratta di radiazioni
l’attualità del pericolo rimane viva per decenni. Hanno modo di
constatarlo oggi gli abitanti di Tokio, capitale che è tutto fuorché
“lontana” dall’epicentro.
Marc Humbert
Sono tornato dal Giappone alla fine di agosto 2012, dopo averci vissuto
per 4 anni e vi ho passato una quindicina di giorni tra la metà di
novembre e l’inizio di gennaio. La popolazione di una gran parte
dell’Est del Giappone dà l’impressione di vivere come se la
radioattività non esistesse, ma quando si lascia la routine quotidiana e
la lingua si scioglie, si percepisce l’immensa angoscia di fondo e la
profonda
opposizione alla ripresa della produzione di energia dal nucleare. I
sondaggi valutano questa opposizione a più del 60%.
Quando si incontrano le giovani famiglie con bambini, il disagio si
acuisce e le mamme vivono molto male questa situazione, soprattutto se
sono rimaste a meno di 100 km dalla centrale. Anche se vivono più
lontano, come molte di quelle che abitano a Tokyo, sono preoccupate per i
bimbi piccoli. Vorrei lasciarvi qualche testimonianza diretta e qualche
testimonianza letta nei giornali e trascritta dopo il mio ritorno.