« Ogni giorno di più mi convinco che lo sperpero della nostra esistenza risiede nell'amore che non abbiamo donato. L'amore che doniamo è la sola ricchezza che conserveremo per l'eternità »

GUSTAVO ADOLFO ROL



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sabato 28 marzo 2015

I russi sospettano che ad abbattere il volo Germanwings sia stato il cannone Laser HELLADS

Fin dall’inizio la rotta dell’Airbus A320 della compagnia GermanWings precipitato nei pressi di Barcelonette, nel sud della Francia era “anomala” rispetto alla norma dei voli Barcellona-Dusseldorf.  Lo afferma il sito specializzato nel monitoraggio voli aerei Flightradar24. L’aereo sarebbe salito a 38.000 piedi prima di scendere inspiegabilmente. A 6.800 piedi il segnale è stato perso. Dopo ore di disperazione, partono i soccorsi e trovano la zona del presunto impatto dell’Air Bus. Migliaia di piccoli frammenti dei rottami dell’aereo, sono sparsi in un area montagnosa di 2-3 km ma non si trova un punto di impatto ben preciso. I reattori dell’aereo che sono solito resistere ad impatti terribili fino a 12 mila metri, non si trovano. Che fine hanno fatto? Nessuno ha mai visto le immagini dei motori dell’aereo. Stranamente i due piloti del volo 9525, dopo la partenza da Barcellona, avevano cambiato la rotta, passando per le Alpi, allungando cosi il percorso di arrivo a Dusseldorf, rotta che comporta un volo della durata di 2 ore.  Molto strano no?
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I russi sospettano che ad abbattere il volo Germanwings siano stato il cannone Laser HELLADS
Il Ministero della Difesa russo (MoD) segnalava che dispacci della Flotta del Nord (NF) sembravano indicare che l’abbattimento del Volo 4U9525 della Germanwings, nel sud della Francia sia il “risultato diretto” di un fallito test dell’US Air Force con il suo High Energy Liquid Laser Area Defense System (HELLADS) nel tentativo di abbattere un veicolo di rientro di un ICBM, ma che invece ha distrutto l’aereo civile uccidendo i 150 passeggeri a bordo. Secondo il rapporto del MoD, la Flotta del Nord, già in allerta, fu avvertita dell’incidente dalla nave antisom Severomorsk, attualmente operativa nel Mediterraneo, che aveva riferito di diffuse anomalie elettriche atmosferiche rilevate sul sud della Francia, l’Italia occidentale e il sud-ovest della Svizzera. 


sabato 4 ottobre 2014

“Guerra è pace” ovvero come ti manipolo il linguaggio


obama-war-is-peaceNon è certo un segreto che le guerre dell’età moderna si vincono con le parole prima ancora che con le armi. Il potere e il suo megafono, ovvero i media, hanno da tempo imparato a ‘condensare’ in alcune parole-chiave dei concetti che attivino automaticamente nella popolazione delle reazioni prestabilite.
Una sorta d’ipnosi collettiva programmata.
di Piero Cammerinesi (corrispondente dagli USA di Coscienzeinrete Magazine e Altrainformazione)
Houston, 24 Settembre 2014 - La riduzione di concetti complessi a slogan o parole-chiave è il segreto per il controllo delle masse.
“Talvolta - afferma Gustav Le Bon nel suo La psicologia delle folle - le parole più mal definite, sono quelle che fanno più impressione. Come, ad esempio, le parole: democrazia, socialismo, eguaglianza, libertà, ecc il cui senso è così vago che non basterebbero dei grossi volumi a precisarlo. E, tuttavia, alle loro sillabe è unito un magico potere, come se contenessero la soluzione di tutti i problemi. Queste parole sintetizzano diverse aspirazioni incoscienti e la speranza della loro realizzazione. La ragione e la discussione non potrebbero lottare contro certe parole e certe formule...suoni vani, la cui utilità principale è quella di dispensare colui che le adopera dall’obbligo di pensare”[1].


martedì 17 settembre 2013

Armiamoci e partite: boom storico dell’industria bellica

 
Più l’economia frena, più vola l’industria della guerra: il commercio delle armi non è mai stato così fiorente. Secondo uno studio presentato di recente a Londra, il mercato mondiale è cresciuto del 30% negli ultimi quattro anni e potrebbe raddoppiare entro il 2020, con l’esplosione dei bilanci militari, soprattutto in Asia. Il rapporto pubblicato da “Ihs Jane’s” rivela che, tra il 2008 e il 2012, le esportazioni e le importazioni di armi
nel mondo sono aumentate da 56,5 a 73,5 miliardi dollari (43-56 miliardi di euro). Il mercato potrebbe raggiungere i 100 miliardi dollari entro il 2018 e raddoppiare entro il 2020. Per contro, la quota di mercato dell’Europa occidentale è diminuita, scendendo dal 34,5 % del 2008 al 27,5 % nel 2012, mentre quella dell’Asia-Pacifico, tra cui la Cina, è salita dal 3,7 al 5,4% rispetto allo stesso periodo. «Stiamo assistendo alla più grande esplosione del commercio mondiale di armi che il mondo abbia mai conosciuto», sostiene l’analista Paul Burton, tra gli autori dello studio britannico.

Due cose stanno accadendo, dice Burton: i bilanci della difesa si stanno modificando nell’Est ed è aumentata la concorrenza internazionale nel Uno stand fieristico presenta il tank tedesco Leopardmercato della difesa. «Molti paesi asiatici hanno visto le loro esportazioni di armi raddoppiare», riferisce Eric Piermont in un post su un sito specializzato francese, tradotto da Pier Francesco De Iulio per “Megachip”. La Cina ha notevolmente migliorato la sua capacità di produzione ed è salita dal 10° all’8° posto tra gli esportatori mondiali. «L’aumento delle esportazioni nella regione Asia-Pacifico – evidenzia il rapporto – minaccia il dominio mondiale dell’industria bellica statunitense». Tuttavia, assicura un altro analista di “Ihs Janes’s”, Ben Moores, se la Cina sta facendo molto per l’esportazione ai paesi asiatici vicini non è però presente in Medio Oriente, in particolare per la qualità dei suoi armamenti. «Un paese sudamericano – aggiunge Moores – Israele, leader mondiale nella produzione di droniha recentemente restituito un sistema radar ad una società cinese perché semplicemente non funzionava».

domenica 20 gennaio 2013

Mali, la guerra per l’uranio

 Di Nicoletta Forcheri      fonte: stampalibera.com
 
Nell’area vi sono le più importanti riserve mondiali di uranio, oltre a petrolio e gas. L’Italia ha annunciato che darà il proprio sostegno. Intanto il blitz per la liberazione degli ostaggi in Algeria (catturati dai guerriglieri islamici per ritorsione contro la guerra) provoca una strage
“Quel che è certo, è che l’informazione di massa rivela ancora una volta il suo atteggiamento di protezione degli interessi di pochi, a discapito della veritiera informazione giornalistica. Nessuno parla degli interessi dell’elitè economica privata europea in quella zona del mondo. Il chiaro obiettivo di questo tipo di informazione è piegare parte dell’opinione pubblica verso le verità di pochi, giustificando un intervento militare che profuma molto di ricolonializzazione.”
Guerra contro al Qaida o guerra per l’uranio?

di Alessandro Marescotti – Fonte: Peacelink
piantinafrica

Francois Hollande, segretario del Partito Socialista Francese, è l’attuale presidente della Repubblica di una nazione che punta sull’energia nucleare e che è ovviamente dipendente dall’uranio. In Francia sono attive infatti 19 centrali nucleari, per un totale di 58 reattori. Ad essi vanno sommati i reattori nucleari che offrono la propulsione di sottomarini e portaerei della flotta militare. L’uranio è alla base anche delle testate nucleari a cui Hollande non intende rinunciare.
Il governo francese è protagonista in questi giorni di un intervento militare in Mali, giustificato dalla lotta al “fondamentalismo islamico”.Il problema per Hollande è che questi fondamentalisti stanno per controllare un’area ricca di uranio.

Il giornalista Ennio Remondino spiega che la forza militare internazionale vuole “fronteggiare i qaedisti ed evitare il loro radicamento nel nord”. E il Mali ha notevoli giacimenti di uranio proprio nel nord.
Questa guerra neocoloniale non trova tuttavia l’opposizione della sinistra, anzi. Un sondaggio rivela che è approvata dal 68% di quelli della coalizione di sinistra del Front de gauche capitanata da Melenchon (che si è limitato a dire che l’intervento è “discutibile”). Il 77% dei socialisti francesi sostengono l’intervento militare. E in Italia si assiste al sostegno – deciso dal governo dimissionario – senza che nessuna voce di commento si levi, almeno per ora.
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L’Italia guerriera ora anche in Mali

L’Italia è pronta ad un supporto logistico in Mali ”attraverso collegamenti aerei anche per le forze francesi”. Lo ha spiegato il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola al Senato precisando che si tratterà comunque di un supporto logistico e non ‘sul terreno’”. Riguarderà, a quanto afferma anche il ministro estri Terzi collegamenti aerei. L’Italia si unisce a Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti nel dare un supporto logistico che si tradurrà in sostegno alle operazioni con aerei da trasporto. Ma “non ci saranno operazioni ‘boots on the ground’, non manderemo cioè truppe militari”. Esattamente l’impegno di partenza preso per lamissione in Libia prima dell’intervento ufficiale Nato.
Ma i conti di questi “aiutini” collaterali (come i danni delle bombe fuori bersaglio), prima a poi arrivano al saldo. Di ieri la notizia che «Per motivi di sicurezza il governo italiano ha disposto la sospensione temporanea dell’attività del Consolato generale a Bengasi. Il personale dipendente farà rientro in Italia nelle prossime ore». Dice la Farnesina.
E l’articolo 11 della Costituzione? Ripasso per alcuni ministri. «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni…».
Mentre l’Italia avanza, altri discutono. Il solitario impegno francese, affermano Libération e Guardian nei propri editoriali, potrebbe avere presto bisogno di alleati. Come puntualmente verificato. Per Libération, i compiti di Parigi non sono solo militari. I francesi saranno presto costretti a convincere altri Paesi a occuparsi del conflitto.


mercoledì 7 marzo 2012

Gli USA e la “non storia” delle genti del Vietnam

Premessa: La Dow AgroScience ha avuto il coraggio di chiedere al governo federale la legalizzazzione dell' agente Orange come meglio descritto nel blog eliotroporosa dell'amica Rosa che saluto.
Zak

Se il tenente generale dell’Esercito ed ex sottosegretario alla Difesa degli Stati Uniti, William G. Boykin, se ne fosse rimasto a fare il pensionato, sarebbe ricordato come un militare che è stato presente sui teatri di guerra più importanti degli ultimi quarant’anni, oppure come il comandante di quell’US Army Special Operations Command che scatena i Rangers.  Invece egli rischia di passare alla storia come un predicatore con le stellette, figura non nuova nell’US Army, ma certamente rarissima con un curriculum come il suo. E’ dal 2007, anno in cui è andato in pensione, che il tenente generale Boykin è professore con il preciso compito di insegnare agli studenti dell’Hampden-Sydney College in Virginia, «a pensare in modo critico e a comunicare in modo efficace».
E’ una docenza che s’è conquistato sul campo, fin da quando (2003) era sottosegretario alla Difesa e comandante della struttura d’intelligence della Delta Force alla quale era stato affidato il compito di catturare Osama bin Laden e Saddam Hussein con tutti i suoi consiglieri. Molto aveva influito l’aspetto cipiglioso con il quale egli infiocchettava ogni sua dichiarazione che turbava la serenità dei giornalisti di tutto il mondo presenti alle sue conferenze stampa.

mercoledì 22 febbraio 2012

In Somalia i bambini sono considerati carne da cannone


Bambino soldatoHuman Rights Watch ha denunciato l’usanza da parte dei membri della fazione islamica di Al-Shabab in Somalia di reclutare dei bambini per trasformarli in scudi umani nelle battaglie del Paese. Ne parla Liberation.
CARNE DA CANNONE - Human Rights Watch ha accusato i terroristi islamici di raccogliere i bambini per usarli come scudi umani. Non solo. I bambini sarebbero inclusi nei battaglioni dei terroristi di Al-Shabab che li userebbero come “carne da cannone”, mentre le piccole sarebbero delle “spose”. “Dopo molte settimane di duro addestramento -si legge nel comunicato dell’organizzazione- i bambini soldato reclutati da Al-Shabab vengono inviate al fronte, e alcuni di loro vengono usati come carne da cannone per proteggere i combattenti adulti”.
RAPPRESAGLIE - Un ragazzo di 15 anni, intervistato da Humans Right Watch per la stesurai questo rapporto, ha detto di essere uno dei due sopravvissuti tra centinaia di suoi compagni di classe. Tutti gli altri sono stati uccisi in battaglia. Secondo questo rapporto, le famiglie che provano a impedire la “sottrazione” del figlio da parte delle milizie islamiche subiscono durissime rappresaglie, fino alla morte. Stesso destino per i bambini che provano a scappare dai campi di addestramento.
BAMBINI ANCHE NELL’ESERCITO REGOLARE – Humans Right Watch sottolinea inoltre che non si tratta di una pratica operata solo dai musulmani. Anche le milizie fedeli al governo di transizione somalo utilizza dei bambini soldato che sono parte integrante delle sue milizie. “I bambini somali non riescono ad essere al sicuro da nessuna parte”, ha spiegato la vice-direttrice di Humans Right Watch per i diritti dei bambini Zama Coursen-Neff. Il governo ospiterebbe nele sue carceri dei bambini sospettati di essere affiliati alle milizie di Al-Shabab. ”Il governo di Transizione dovrebbe rispettare il suo impegno di smettere di reclutare e usare i bambini come soldati, e dovrà punire tutti coloro che continueranno in questa pratica.
IL RUOLO DEI VICINI - La Coursen-Neff ha chiesto agli Stati che sostengono il fragilissimo governo di transizione di far sapere loro che gli abusi nell’utilizzo di bambini soldato non verranno tollerati, e ha anche chiesto ai somali di adeguarsi finalmente ai dettami della comunità internazionale e dell’Unione Africana. Le milizie di Al-Shabab, affiliate ad Al-Qaeda, controllano la maggior parte del centro e del sud della Somalia. Hanno però dovuto abbandonare recentemente la capitale Mogadiscio sotto la pressione dell’Unione Africana, dell’esercito kenyota e del governo di transizione.

Fonte: giornalettismo.com

sabato 4 febbraio 2012

"desiderio d'aggressione"

Tratto dall'ottimo blog: ningizhzidda


Quali saranno i motivi del perché il tanto desiderato attacco d’aggressione all’Iran si è impantanato all’improvviso, le truppe USA che erano state stazionate in Israele per una semplice manovra saranno rimpatriate o dislocate in qualche paese Arabo amico degli USA in attesa che si sblocchi questa situazione.

Le speculazioni erano troppe, molte bocche da cafoni militari e politiche erano sicuri che l’attacco era imminente, i Media come al solito battevano i Tamburi di guerra “Blechtrommel” in attesa del primo missile intelligente che avrebbe scansato i civili e colpito solo gli obiettivi prescelti, i governanti Israeliani che abbaiano ancora oggi per un attacco preventivo che dovrebbe distruggere tutte le strutture Nucleari iraniane, i Giuda di Brussel e i loro lustrascarpe che decidono un Embargo che danneggia loro stessi e i cittadini della UE, insomma, c’è stata una guerra e nessuno è andata a combatterla, si sono limitati ad uccidere un povero cristo che lavorava come Scienziato (del resto ne hanno fatti fuori più di 16) con la speranza che l’Iran la smettesse di arricchire l’Uranio idoneo nel fabbricare qualche “Bumma” atomica, nonostante sanno bene che l’Iran non ha intenzione di fabbricare alcuna Atomica per distruggere lo stato di Israele come fanno capire (scimunito chi ci crede e chi gli da fede).

Il governo usa dice che l’Iran sta fabbricando l’atomica sotto terra e quindi ha bisogno di tempo per raccogliere informazioni (ma non erano sicuri?) e nello stesso tempo decide di fabbrica Bombe adatte per perforare i Bunker sotterranei dove si presume che siano (non faccio nomi di luoghi) loro li sanno di già, lo stesso Leon Panettone afferma che non c’è da preoccuparsi dato che sono sicuri che l’Iran non sta fabbricando l’Atomica ma... se qualcuno desidera aggredirlo per passatempo, lo faccia senza chiamare in causa l’America, Obama che si sente offeso dalle dichiarazioni di Panettone ribadisce che se Israele attacca l’Iran gli USA dovranno stare al loro fianco per scongiurare che Israele sparisca in un batter d’occhio dalla cartina geografica dato che la Russia di Putin e la Cina di Huan non staranno a guardare come il loro partner venga massacrato e derubato delle sue risorse minerarie e petrolifere, senza contare l’arsenale bellico che l’Iran ha riservato ai lor signori come regalo per la prossima Pasqua.


 

domenica 29 gennaio 2012

Grazie al professor Mario Monti i caccia italiani potranno bombardare in Afghanistan


Clicca per ingrandireAFGHANISTAN, IL GOVERNO MONTI DÀ IL VIA LIBERA AI BOMBARDAMENTI: I NOSTRI 4 CACCIA SARANNO DOTATI ANCHE DI BOMBE. NON GLI BASTAVA SPARARE ORA POTRANNO ANCHE BOMBARDARE.. E DIRE CHE TEMPO FA SI PARLAVA DI RITIRO DALL'AFGHANISTAN MENTRE OGGI RAFFORZIAMO IL NOSTRO RUOLO IN QUESTA GUERRA INUTILE AD UN TERRORISMO FIGLIO DI QUELLI CHE LO STANNOCOMBATTENDO..L'INGANNO GLOBALE PROSEGUE!
Caro Monti ti scrivo..mi verrebbe da dire..Ma visto che siamo in condizioni del tutto lontane da ogni logica democratica mi risparmio anche quest'incipit così amichevole. E allora da cittadino mi incavolo e mi ritorno alla mente la mia costituzione dove c'è scritto a caratteri cubitali che l'Italia ripudia la guerra! E allora va bene difendersi, ma attaccare proprio no. Ma amici miei la costituzione è carta straccia e questa non è una democrazia da tempo. E con Monti abbiamo un uomo della massoneria al potere..Figuriamoci che cosa gliene può fregare della costituzione o di quei poveri civili afghani che una guerra inutile si è portato via..Non ci bastava sparare ora vogliamo anche bombardarli i poveri afghani.
Ora dotiamo anche i nostri caccia di bombe costosissime alla faccia del nostro spirito pacifista e alla faccia della crisi..Fortunatamente non sono l'unico ad essere sdegnato da questa tremenda notizia. Leggendo un messaggio in un gruppo Facebook mi sono imbattuto con piacere nello status di Ferrero(Prc). Dico con piacere sia per le sue parole ma soprattutto per i commenti degli utenti:



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