« Ogni giorno di più mi convinco che lo sperpero della nostra esistenza risiede nell'amore che non abbiamo donato. L'amore che doniamo è la sola ricchezza che conserveremo per l'eternità »

GUSTAVO ADOLFO ROL



lunedì 21 ottobre 2013

COME IL CIBO INFLUENZA LO SPIRITO IL CORPO E LA MENTE

Fonte: alimentazioneegliilluminati.blogspot.it


I pesci sono tra le sostanze più putrescibili esistenti in natura e gli alimenti sono tanto più dannosi per l’alimentazione umana quanto più rapida è la loro putrefazione; il pesce è carne grassa non adatta al corpo umano. Nel pesce, come in tutti gli animali uccisi violentemente dall’uomo e poi mangiati, vi è il terrore, l’angoscia, la paura dell’animale accumulata durante la sua cattura, più e lunga e dolorosa è la morte di un animale più è pregna di vibrazioni mortali, dannose per la salute umana.
Nel pesce ci sono concentrazioni di cloruro di sodio che con la cottura possono causare tumori gastrici, ritenzione idrica, il pesce contiene diossine, piombo, cadmio, mercurio, il quale passa facilmente dal pesce nell’organismo umano. Il mercurio è una potente neurotossina, in grado di interferire nello sviluppo del cervello, riducendo l’intelligenza specialmente dei bambini. I pesci sono ricchi di purine (sostanze azotate che aumentano i livelli di acidi urici nel sangue) e di metalli pesanti, dovuti all’inquinamento delle acque.
 
Il pesce contiene le stesse tossine delle carni e può causare, oltre i danni della carne, parassitosi (tenia e ascaridi), asma, eczema, prurito, allergie, malattie renali, danni al sistema nervoso, ecc.; può anche trasmettere la salmonella, la cottura non è sufficiente a scongiurare tali pericoli. Ben pochi potrebbero permettersi il lusso di mangiare carne e pesce, senza i pesanti sussidi dello Stato e dell’Unione Europea ad allevatori e pescatori.
 
Se le mamme sono state esposte ai pesticidi durante la gravidanza, i loro bambini avranno un quoziente intellettivo più basso rispetto ai figli di donne non esposte a queste sostanze, lo rivela uno studio effettuato dall’Università di Barkley, in California e dal Mount Sinai Medical Center e dalla Columbia University. A un aumento di 10 volte del tasso di organofosfati rilevato durante la gravidanza, corrispondeva un calo di 5,5 punti nel quoziente intellettivo (Qi) di bambini intorno ai 7 anni. I ricercatori californiani hanno valutato l’esposizione ai pesticidi attraverso la misurazione dei metaboliti nelle urine e poi hanno fatto il test del Qi su 329 bambini. Con i pesticidi, la mela non si baca, ma si baca il cervello.
 
Le reazioni ossidative innescate dai processi metabolici, lasciano dei residui chiamati radicali liberi, ogni giorno se ne producono moltissimi, sono dei frammenti di molecole con uno o più elettroni spaiati. A causa di tale squilibrio, i radicali liberi causano nell’organismo reazioni negative, come alterazione del DNA, invecchiamento precoce, abbassamento delle difese immunitarie, Alzheimer e Parkinson, patologie cardiovascolari, tumori, artrite reumatoide, diabete, sclerosi laterale atrofica, ansia, depressione, calo di energia, formazione di rughe e macchie sulla pelle.
 
Lo stress ossidativo può essere misurato con un esame ematico che valuta il livello di antiossidanti, enzimi e acidi grassi polinsaturi, essenziali per la salute delle cellule; i fattori scatenanti possono essere farmaci, droghe, fumo, alcol, inquinamento, raggi UV, campi elettromagnetici, microonde, malattie infettive, vaccini, depressione, ansia, stress cronico, dieta scorretta. Gli enzimi antiossidanti della frutta e della verdura, come il glutadione, la melatonina e la catalasi, sono in grado di arginare i danni prodotti dai radicali liberi.
 
Al contrario, un eccesso di grassi animali, compresi i pesci grassi, favorisce il processo ossidativo; non bisogna eccedere neppure con gli oli vegetali e con la frutta secca, perché gli oli per loro natura tendono ad alterarsi, a irrancidire anche nel nostro organismo, formando radicali liberi; la presenza di vitamina E è una valida protezione. Da non trascurare gli eccessi calorici, maggiore è la produzione di calorie, più ossigeno si brucia, più si formano i radicali liberi; inoltre, la cottura tende a distruggere gli antiossidanti benefici della frutta e della verdura.
 
La medicina convenzionale è fondamentalmente sintomatologia, non preventiva, perché la salute non rende mentre con la malattia si crea anche dipendenza medica; i mezzi d’informazione non fanno aumentare consapevolezza, conoscenza e responsabilità, la mancanza di cultura e di pensiero critico della gente sono voluti. A causa della necessità di pascoli per gli animali d’allevamento, il consumo di carne genera aggressività e conflitti armati; genera la fame nel mondo, perché l’alimentazione vegetariana, vista la limitazione della terra coltivabile, sfamerebbe più persone; se tutti i terreni coltivabili fossero utilizzati per produrre prodotti vegetali, si potrebbe sfamare una popolazione molte volte superiore all’attuale.
 
Il 70% delle malattie umane è correlato all’alimentazione animale e il 75% della spesa sanitaria è assorbito dalle cure per neutralizzare gli effetti di questa cattiva alimentazione; l’industria della carne è quella che produce maggiore inquinamento del suolo, dell’acqua e dell’aria. La desertificazione è in gran parte dovuta alla distruzione delle terre fertili e delle foreste abbattute per adibirle a pascolo, il che causa anche l’estinzione di specie animali e vegetali. Nel mondo, oltre un miliardo di persone non usufruisce di acqua potabile, però il quantitativo necessario di acqua per produrre un solo chilo di carne di manzo va da 50.000 a 100.000 litri; l’industria della carne assorbe un terzo dell’energia disponibile in Occidente.
 
L’alimentazione idonea al nostro organismo, oltre a dare all’individuo buona salute corporea favorisce lucidità di pensiero e l’armonia generale; il termine “vegetariano” deriva dalla radice sanscrita "Vag", che significa gagliardo, da cui deriva il sostantivo latino Vigor, che significa vigore, salute e l’aggettivo Vegetus, che significa sano, pieno di vita. Il termine Vegetarianesimo fu coniato nel 1847 in Inghilterra dalla Vegetarian Society, fondata da William Cowherd; nel 1920 nacque il fruttarismo, mentre nel 1944 fu coniato il termine vegan da Donald Watron, che fondò a Londra la Vegan Society.
 
Ci sono popoli sulla terra che vivono solo di vegetali, come gli Hunza del Kashmir, i Vilcabamba del Perù, che vivevano oltre 100 anni, godendo ottima salute; gli indigeni del Monte Hagen, nella Nuova Guinea, che godono anch’essi ottima salute e compiono notevoli sforzi fisici; i Carani Guarani dell’America del Sud, che vivono con gioia e letizia, i russi del Caucaso, gli indiani del Toda (India) e gli indios dello Yucatan nel centro America. Questi popoli hanno in comune un’esistenza all’aria aperta, aria pura, un’intensa attività fisica, sufficienti ore di sonno, un’alimentazione frugale, cioè povera in calorie, proteine e grassi, con largo consumo di frutta, verdure crude e cibi integrali; non assumono farmaci e non soffrono di stress particolari.
 
Come confermano dagli studi della più recente ricerca biomedica effettuati dal dott. Giuseppe Jerace, il nostro comportamento sarebbe significativamente influenzato dal tipo e dalla qualità della nutrizione; una dieta vegetariana favorirebbe forme comportamentali più armonicamente socializzanti, come risultato di un migliore equilibrio degli aminoacidi e delle vitamine apportate dal regime vegetariano.
 
La malattia si genera dall’intossicazione dell’organismo, cioè dall’avvelenamento progressivo del corpo. Quando le tossine accumulate superano le capacità dell’organismo di smaltirle e di neutralizzare i loro effetti negativi, la parte geneticamente più debole è colpita e insorge la malattia, con uno stato d’intossicazione cronica che avvelena non solo il corpo ma anche la mente. Se s’ingerisce della droga, fumo, caffè, alcol e alimenti incompatibili con la natura umana, viene a instaurarsi una intossicazione organica, anche il cervello, nutrito con sangue impuro, ne sopporta i danni.
 
Le proteine causano aumento di cortisolo nel sangue, con conseguente calo della memoria; il celebre studioso Tennis J. Selkoe afferma che quando nell’encefalo si accumulano quantità eccessive di proteina amiloide, può insorgere la malattia di Alzheimer. Il cervello ha un enorme effetto sulla chimica del corpo e sul funzionamento degli organi, delle ghiandole e sul DNA, può far ammalare o guarire, ci riferiamo allo stress e al sangue cattivo che alimenta il cervello.
 
Un professore della Harvard University ha dimostrato che la resistenza ai virus e ai batteri era 300 volte superiore nei pazienti che sperimentavano sentimenti di amore, gratitudine e apprezzamento. Il glucosio è un carburante essenziale per il nostro cervello, che ne consuma circa 200 gr al giorno per dare l’energia necessaria alla circa 200 miliardi di cellule con cui è formato. Questo combustibile è ricavato solo ed esclusivamente dagli alimenti di origine vegetale.
 
Tra i più importanti neurotrasmettitori che agiscono sulla cellula nervosa, vi sono il triptofano, la dopamina, la serotonina e altri; il triptofano, per mezzo di un enzima, si converte in serotonina, l’ormone del benessere. Il triptofano si trova nei semi, nei legumi, nella verdura e nella frutta; assumendo questi alimenti, il neurotrasmettitore serotonina favorisce il sonno, il superamento degli stati d’ansia e la depressione.
 
Il Dottor Pier Luigi Rossi, specialista in scienza dell’alimentazione, afferma che il triptofano, la cui presenza nel cervello è legata al tipo di dieta seguita, genera la serotonina, il neurotrasmettitore della gioia, della serenità e del gioco; gli alimenti vegetali influenzano la concentrazione di triptofano nel cervello, aumentandone la disponibilità a essere trasformato in serotonina. Invece con le proteine animali si è colpiti da influenze, raffreddori, dolori articolari e altro, perché le difese immunitarie sono messe a dura prova da alimenti considerati dal nostro sistema immunitario degli aggressori.
 
L’alimentazione vegetale aumenta basicità del sangue e la resistenza allo sforzo fisico, gli animali più forti e più pacifici sono vegetariani. Eminenti scienziati, ricercatori e medici come H. Shelton, B. Benner, Ehret, E. Diamond, L. Kervran, M. Schneider, L. R. Brown, A. Mosserì, Collier J., A. D’Elia affermano che l’uomo non è strutturato per mangiare proteine animali, ma dovrebbe alimentarsi di vegetali, frutta e semi, come conferma l’anatomia comparata, soprattutto struttura dei denti e dell’apparato digerente.
 
Coloro che seguono la dieta vegetariana, non solo non hanno carenze nutrizionali, ma hanno una salute migliore degli onnivori; come accertato dai più accreditati istituti scientifici di ricerca del mondo, come l'American Dietetics Association, la dieta vegetariana e quella vegana sono appropriate a qualunque fase della vita, compresa l’infanzia. La carne fa aumentare i livelli dell’aminoacido tirosina e l’accumulo nel cervello di dopamina e adrenalina, che sono i due neurotrasmettitori responsabili della grinta e dell’aggressività tipica degli animali predatori.
 
Coloro che se ne nutrono, sono più inclini all’aggressività e alla violenza; per contro, l’alimentazione vegetariana fa aumentare il ritmo delle onde alfa connesse con il rilassamento neuromuscolare, favorendo nell’individuo un senso di pace, di socievolezza e di gioia. Le popolazioni vegetariane sono più inclini alla mitezza, vivono più a lungo e sono immuni dalle peggiori malattie che flagellano il mondo occidentale.
 
Le singole malattie si combattono quando sta bene tutto il corpo e la mente, l’uomo è ciò che mangia e, in conformità a ciò che mangia, pensa e si comporta; ciò che entra nel nostro organismo attraverso l’alimentazione, l’acqua e l’aria, costruisce il nostro organismo. La malattia si manifesta per mezzo del dolore, rende l’individuo inabile e condiziona la sua mente; la malattia si sviluppa con l’intossicazione progressiva dell’organismo.
 
L’equilibrio tra le parti del corpo tiene in vita il corpo, accade la stessa cosa nell’universo, senza armonia tra le parti nulla di costruttivo può esistere, la disarmonia porta alla distruzione e all’estinzione. Gli studi della più recente ricerca biomedica effettuati dal dr. Giuseppe Jerace confermano che il nostro comportamento è influenzato dalla qualità della nutrizione; anche la mente e il pensiero hanno effetto sulla chimica del corpo e sul funzionamento degli organi e delle ghiandole, i pensieri possono far ammalare o guarire, influenzando anche il DNA.
 
E’ possibile aumentare o diminuire certe funzioni cerebrali, introducendo con la dieta certi aminoacidi in misura maggiore o minore degli altri. Molto importante è l’aceticolina, da cui dipenderebbero lucidità di pensiero e memoria, il cui precursore, la colina, si trova nel lievito di birra, nei legumi, nel germe di grano e in tutti i semi oleosi. Il cervello nutrito con sostanze pure acquista caratteristiche positive, il pensiero si fa più lucido e penetrante, la mente si dilata, aumenta la capacità di autocontrollo; si sviluppa un più alto livello di consapevolezza, si ha maggiore resistenza nel lavoro mentale e fisico, scompare lo stress e si riduce l’aggressività, con rilassamento neuromuscolare del soggetto. Modificando la dieta, s’influisce anche sul comportamento della persona.
 
La scelta degli alimenti influenza i comportamenti e le emozioni quotidiane, la dottoressa Maria Cristina Polidori, del Dipartimento di Geriatrica dell’Università di Bochum, afferma che esiste una forte connessione tra alimentazione vegetariana e le difese antiossidanti contro i radicali liberi, che le cattive abitudini alimentari aumentano il rischio di un impoverimento cognitivo e tendono a causare demenza e malattie degenerative dell’età.
 
Il cuore e lo stomaco, attraverso le cellule nervose, sono collegati al sistema nervoso centrale, influiscono su aree del cervello e sugli stati emotivi; tutti gli stati d’animo e le emozioni si riflettono su tutte le cellule e le funzioni del corpo. Molti interventi medici possono essere evitati se sono rimosse le cause emozionali che le hanno generate; quando si subisce un attacco di panico, le ghiandole secernono adrenalina e questa fa aumentare la pressione sanguigna, in genere, sentimenti come l’odio, la gelosia, la paura possono arrivare a provocare delle vere malattie.
 
L'alimentazione vegetariana è l'unica che consente la purificazione del corpo, indispensabile alla salute fisica e al progresso morale. La carne è il nutrimento più grossolano, in grado di ottundere la sensibilità; i sensitivi sono stati tutti vegetariani, cibarsi di carne, impedisce la meditazione, perciò tutti i grandi yogi indiani si astenevano dalla carne. Secondo la concezione yoga, il corpo deve puntare alla purezza, perché la condizione dello spirito dipende da quella del fisico.
 
Il valore biologico delle proteine è condizionato dalla presenza di vitamine, sali minerali ed enzimi, l’organismo è una fabbrica di proteine, è molto più facile eccedere il quantitativo necessario di proteine, piuttosto che averne carenza. Il quantitativo proteico necessario ad assicurare il ricambio cellulare è molto inferiore a quello che comunemente si crede; nel 1963, un comitato di esperti della Fao e dell’Oms stabilì il quantitativo necessario di 35 grammi il giorno. Però le scuole igienistiche ANHS affermano che è sufficiente un livello proteico di 11-25 grammi giornalieri, ricavabili dai vegetali; oltre i 25 grammi, ha inizio il micidiale fenomeno dell’acidificazione del sangue, foriero di tutte le malattie.
 
La proteina è una grossa molecola formata da centinaia di molecole più piccole, gli aminoacidi; la sintesi degli aminoacidi si realizza ad opera dei vegetali, dal regno vegetale è assunta la quota degli aminoacidi essenziali senza i quali nessun animale, compreso l’uomo, potrebbe sintetizzare proteine complete. Non è vero che le proteine animali sono superiori a quelle vegetali, perché la proteina ingerita è scissa dall’organismo in amminoacidi, che formeranno le proteine specifiche della specie, per il rinnovo delle cellule e i processi metabolici.
 
Proteine complete ad alto valore biologico sono quelle dei semi e dei legumi, i vegetariani traggono le proteine di cui hanno bisogno dai prodotti vegetali che, tra l’altro, contengono sostanze capaci di ripulire le arterie dai grassi. Le proteine vegetali contengono i 9 aminoacidi essenziali, gli aminoacidi vegetali sono identici agli aminoacidi di origine animale, l’eccellente salute dei vegani ne è la prova.
 
Diversamente, gli animali erbivori non potrebbero costruire le loro possenti masse muscolari; cereali e legumi forniscono tutti gli aminoacidi necessari, i legumi sono ricchi in lisina, ma scarsi di triptofano e metionina, invece i cereali sono scarsi in lisina ma ricchi di triptofano e metionina. Un pasto di riso e fagioli, pertanto, fornisce una proteina completa, la proporzione ideale è due terzi di cereali e un terzo di legumi.
 
L’organismo non riesce a metabolizzare tutte le proteine della carne, però riesce a utilizzare dalle patate una quantità di proteine 7 volte maggiore di quella dalla carne, la percentuale proteica utilizzata dalla frutta è addirittura del 100%, anche se essa ne è più povera dei legumi. Le diete con alta quantità di proteine possono fornire eccessive quantità degli aminoacidi solforati metionina e cisteina, per lo più concentrati nei cibi animali, la loro demolizione causa acidificazione e favorisce l’escrezione di calcio, cioè la decalcificazione ossea; accade anche con l’eccesso di consumo di zucchero e di latte.
 
Gli aminoacidi delle proteine in eccesso, per essere eliminati, devono essere privati dell’azoto che dà il cattivo odore a feci e urine, dopo di che rimangono carbonio, idrogeno e ossigeno, utilizzati come carboidrati o convertiti in grassi di deposito; le scorie prodotte dal consumo eccessivo di proteine, affaticano il fegato e i reni e producono malanni, al fegato tocca l’onere di trasformarle in urea e ai reni di eliminarle. Ma se i reni non sono pienamente efficienti e la pelle non soccorre con la sudorazione, l’organismo resta intossicato e, per purificarsi, lega le proteine eccedenti alle pareti dei capillari, che diventando più spesse o forma depositi di grasso.
 
Al contrario delle proteine di origine vegetale, le proteine animali producono placche all’interno delle arterie; per compensare questa situazione, l’organismo aumenta la pressione arteriosa e aumenta nel sangue la quantità di calcio, che è un tampone antiacido, questo meccanismo genera osteoporosi. Le proteine animali danno come prodotto finale l’acido urico, che nei carnivori, è eliminato mediante l’enzima uricasi; poiché l’uomo non possiede questo enzima, l’acido urico si deposita nelle articolazioni sotto forma di urato di sodio, provocando artrite, artrosi e la gotta; anche il consumo di latte, per carenza dell’enzima lattasi dei lattanti, favorisce la decalcificazione ossea e le allergie.
 
Bisogna avere più paura dell’eccesso di proteine che della loro mancanza, che è molto difficile da ottenere, le popolazioni del mondo industrializzato sono flagellate da patologie dovute all’eccesso di proteine. In sei mesi dalla nascita, il bambino raddoppia il peso corporeo e il volume del suo cervello, nutrendosi solo con il latte materno, che ha una percentuale proteica intorno all’uno per cento, perciò non ha bisogno di proteine animali.
La carne ha un contenuto proteico 20 volte superiore a quello del latte della donna, una bomba proteica che affatica e compromette gli organi depuratori. Solo la frutta e la verdura, soprattutto crudi, hanno la medesima composizione chimico-biologica del latte materno, anche in termini di proteine, e quindi risultano essere gli alimenti più confacenti al bambino nella fase della crescita; è da tenere presente che l’uomo è attratto dall’odore dei fiori, della frutta e dei campi, i carnivori sono attratti dall’odore del sangue.
 
Se carne, pesci e derivati animali non sono necessari per la salute degli adulti, tanto meno lo sono per i bambini; il bambino che è iniziato dai genitori alla dieta vegana, cioè vegetariana integrale, è predestinato alla buona salute, sarà un bambino sensibile, intelligente, emotivamente equilibrato e soprattutto sano. Gli alimenti deputati a sostituire il latte materno sono la frutta e la verdura e più tardi i cereali integrali, le patate, i legumi ed i semi in genere.
Nessun animale ha necessità di mangiare di tutto, anzi in genere il pasto degli animali allo stato naturale è fatto di una sola sostanza, inoltre, non mangiano cibi cotti e non bevono latte da adulti, perciò in natura sono più sani dell’uomo. Il carnivoro mangia solo carne, l’erbivoro solo erba, il frugivoro solo frutta; invece l’uomo ha la cattiva abitudine di mangiare di tutto, mischiando anche i cibi e rendendo con ciò più difficile la loro digestione e loro assimilazione; gli animali onnivori come gli orsi non mischiano i cibi.
Le malattie di cui sono soggetti i bambini derivano da errori alimentari, da allattamento artificiale, da alimentazione industriale, da zuccheri semplici, da proteine animali; i vegetali contengono tutti i nutrienti, cioè calcio, ferro, proteine, carboidrati, vitamine, enzimi, oli Omega 3, fibra, sali minerali organici o oligoelementi e acqua biologica. Nessun mammifero, tranne l’uomo, consuma il latte di un’altra specie e, in generale, non consuma latte da adulto; inoltre, il latte vaccino è totalmente inadatto alla specie umana, per la sostanziale differenza dei principi nutritivi tra il latte materno umano e quello vaccino.
 
Il latte di mucca, rispetto a quello umano è circa 3 volte più ricco di proteine e calcio; 4 volte più ricco di fosforo e sodio, mentre possiede solo la metà del lattosio, cioè lo zucchero del latte, il carburante del nostro cervello. Essendo privo di lattosio, il latte di mucca è spesso causa di mancanza di apprendimento nei bambini; inoltre, se i bambini cresciuti sono carenti di enzima lattasi, non possono metabolizzare il lattosio del latte vaccino e perciò son o colpiti da raffreddori, allergie, otite e altre patologie.
La presenza del latte nel seno della donna, la cui formula è identica al succo di molta frutta, dipende dalla suzione, finché c’è suzione c’è latte; in passato i bambini erano allattati al seno fino al 5°-6° anno di vita, oggi L’OMS e l’Unicef consigliano come tempo ideale almeno 2 anni di allattamento. Carne, pesce, latte, zuccheri e loro derivati non sono utili alla salute degli adulti e dei bambini.
L’American Dietetic Association, una delle più autorevoli organizzazioni di esperti di nutrizione nel mondo, nel 2009 ha pubblicato la propria posizione ufficiale sulla dieta, affermando che la dieta vegetariana è salutare in tutte le fasi della vita. Il bambino raddoppia in 6 mesi il peso corporeo e attua il massimo sviluppo del cervello con un quantitativo proteico di circa l’1% del latte materno, quantitativi proteici superiori espongono il bambino a ipertrofia renale, acidificazione del pH, ipertensione, obesità e diabete.
 
Contemporaneamente al rispetto per gli animali, nei secoli passati emerse l’importanza di una corretta alimentazione; allo scopo di tutelare la salute, nel Rinascimento, Bartolomeo Sacchi parlò di come conservare la salute attraverso una sana alimentazione, nel 1585 il medico Castore Durante parlò di prevenzione e di terapia per mezzo di un giusto stile di vita e di giusta alimentazione. Oggi sappiamo che la carne è la prima causa delle patologie tumorali.
Nessuno avrebbe immaginato che nel giro di pochi decenni i vegetariani in Italia sarebbero arrivati alla considerevole cifra di 7 milioni; gli animalisti, oltre a contestare il cibo animale, sono anche contro vivisezione e sperimentazione animale, contro la caccia, contro i mattatoi, contro le corride, contro l’allevamento di animali da pelliccia, contro le lotte tra animali e contro gli zoo. E’ una nuova coscienza umana che va emergendo, è una rivoluzione culturale, sociale e spirituale che, superando la visione antropocentrica, estende il diritto alla vita dall’uomo agli altri esseri viventi.
C’è chi aderisce al movimento per amore degli animali, chi per ragioni salutistiche; oggi occorre liberare gli animali dalla tirannia umana, generalmente, ognuno di noi, prima di essere stato vegetariano-animalista, è stato un mangiatore di animali o usava prodotti sperimentati sugli animali; però la coscienza collettiva si sta evolvendo in senso animalista, fino alla creazione di una nuova etica universale della non violenza, gli animali non devono essere a uso e consumo dell’uomo.
 
Però un albero non cresce in un giorno, occorre dare alla gente il tempo di capire e maturare, l’evoluzione morale deve essere spontanea, mentre le abitudini alimentari sbagliate sono state date nell’infanzia dall’imprimatur materno. Il fine è la difesa dei diritti degli animali; non è possibile raggiungere le vette della spiritualità, non in senso di religiosità, se il corpo è nutrito con alimenti inadatti per la salute e intrisi di dolore e di violenza; se l’anima, nel suo percorso evolutivo, ha bisogno di una coscienza compassionevole, il cibo non deve essere prodotto a danno di un altro essere vivente.
Per raggiungere la salvezza, gli Iniziati spirituali hanno dato massima importanza all’alimentazione, escludendo la carne; Gesù, nel Vangelo Esseno della Pace, ha detto “Non uccidete gli animali innocenti e non mangiate la loro carne, mangiate solo i frutti degli alberi, il grano e le erbe dei campi, ogni altro alimento proviene da Satana e porta al peccato, alla malattia, alla morte”. Tutte le scuole di occultismo, per preservare la purezza del corpo, bandiscono la carne, che ostacola la sensibilità e le percezioni extrasensoriali.
Cibarsi di carne ostacola anche la meditazione, perché la carne degli animali uccisi impedisce l’armonia con l’universo, tutti i grandi yogi indiani si astenevano dalla carne; la purezza del corpo dipende dal tipo di alimentazione. Gli inquinanti e le tossine, derivanti anche dal cibo animale, oltre ad essere dannosi per l’organismo, rendono più difficile il raccordo con l’universo; la carne degli animali uccisi emana radiazioni di terrore che fanno male all’uomo.
 
Lo sviluppo della parte spirituale dell’uomo si attua attraverso lo sviluppo di un ideale superiore di armonia, salute, gioia e rispetto della vita. L’elemento spirituale dell’uomo s’identifica con la ricerca della felicità totale, nel credere in un ideale di amore e di giustizia universale, nel lottare per il bene dell’altro essere vivente. L’importanza dell’astinenza della carne, come condizione necessaria per raggiungere le vette della spiritualità, è stata fin dai tempi più antichi raccomandata da grandi illuminati, mistici e santi di ogni tempo e paese.
Su questa strada erano gli antichi Veda, Egizi, l’Induismo, Krisna, Brahmani, Buddismo, Orfismo, Misteri Eleusini, Pitagorici, Stoici, Neoplatonici, Zoroastrismo, Taoismo, Jainismo, Esseni, Sufi dell’Islamismo; così tanti Padri della Chiesa, molte sette spirituali e comunità monastiche. L’idea era condivisa nel pensiero dei più grandi filosofi e uomini di scienza, da sempre considerati i pilastri della saggezza, della morale e della spiritualità umana, purtroppo oggi la chiesa ha accantonato questo insegnamento.
Come si può invocare la pace su un’ecatombe di animali assassinati, com’è possibile pregare Dio affinché ci salvi dall’ingiustizia e dalla violenza e poi cenare con le membra di un animale innocente; se sperimenti il tuo sadismo su animali innocenti, non puoi sperare nell’elevazione spirituale, non può progredire moralmente chi versa sangue innocente. Il cavallo è una delle creature più belle del pianeta, vittima dell’egoismo e della cattiveria umana, coinvolto nelle battaglie, frustato, sfruttato e utilizzato a pezzi come riserva di carne.
 
Sui cavalli si esercita la violenza per indurli a essere totalmente sottomessi e ciecamente obbedienti, con la ferratura s’impedisce il movimento elastico dello zoccolo, che è un ammortizzatore naturale; con essa si trasmettono agli arti, senza attenuarle, tutte le asperità del terreno e il danno ricade sulle articolazioni, sui tendini e sui muscoli. La sella, fissata al torace con una cinghia, blocca in parte il movimento delle costole e la respirazione.
Il morso serve ad assoggettare il cavallo alla volontà del cavaliere, causa dolore perché costituito barretta di ferro, tirata dalle redini con strappi, che causano, oltre all’inevitabile dolore, lesioni alle labbra, ai denti, al palato e alle gengive. Gli speroni servono a far obbedire il cavallo, con la minaccia di un dolore acuto; i colpi degli speroni a volte hanno rotto le costole ai cavalli. Non è possibile assoggettare la volontà di un animale, destinato in natura a essere libero e indipendente, se non con il terrore e il dolore.
Nelle corse ad ostacoli, gli ostacoli fissi sono causa di fratture e di morte del cavallo; il rodeo è un’attività che comporta costrizione, violenza e sofferenza per il cavallo. Durante il palio non c’è solo la morte, a seguito della rottura delle ossa per cadute o scontro contro gli ostacoli, ci sono anche le bestiali nerbate sul muso del cavallo, sugli occhi e sulle orecchie, per indurre il cavallo a dare il massimo delle proprie possibilità fisiche, fino allo sfinimento. Val la pena di ricordare che il cavallo è l’animale che più ha contribuito al progresso della civiltà umana.
 
La castrazione dei suini non è dettata da ragioni sanitarie, serve solo a impedire l’odore di verro delle carni dei suini di sesso maschile, questa castrazione è autorizzata dalla direttiva dell’Unione Europea n. 2001/93. Indipendentemente dal mezzo utilizzato per recidere i canali deferenti, la castrazione è dolorosa per i suini e mina il loro benessere complessivo. Però i paesi non si muovono tutti alla stessa maniera, in Gran Bretagna e in Irlanda i suini non sono castrati, in Norvegia l’operazione è effettuata da un veterinario con anestesia locale; in Australia, ai suini maschi è praticata un’iniezione che inibisce lo sviluppo dei testicoli, in compenso, in Finlandia i suini sono castrati mediante la lacerazione dei testicoli, senza alcun tipo di anestesia. Sono castrate anche le pecore di sesso maschile.
San Girolamo affermava che, dopo che Cristo è venuto, non è più consentito mangiare la carne, l’asceta Nilo scriveva che l’alimentazione carnea caratterizza l’uomo decaduto, San Clemente Alessandrino affermava che la carne ottenebra l’anima e che dobbiamo cibarci come Adamo prima della caduta, quando l’uomo era vegetariano e non come Noè dopo il peccato; San Giovanni Crisostomo affermava di non mangiare carne per misericordia verso gli animali e perché mangiare la carne è innaturale e impuro. Purtroppo la chiesa ha smarrito questo insegnamento.
San Pietro affermava che il consumo di carne è innaturale e contaminante come l’adorazione del demonio, in Genesi 1,29 è scritto: “Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e ogni albero in cui è frutto e saranno il vostro cibo”. Le proteste dei profeti Amos, Isaia, Geremia, contro i milioni di animali innocenti che sono sacrificati dall’egoismo umano, restano ancora inascoltate; l’amore e la compassione dell’uomo verso gli animali dà maggiore grandezza all’essere umano e lo rende più giusto e sensibile anche nei confronti degli uomini.
 
L’uomo ha il dovere di custodire la natura e di proteggere le creature più deboli, non deve sfruttarle e ucciderle, il rispetto del prossimo non deve limitarsi ad abolire la schiavitù umana, ma dovrebbe estendersi anche al rispetto degli animali, con i quali l’uomo divide la Terra. Come possiamo chiedere rispetto per gli animali se poi riteniamo legittima la loro cruenta uccisione a scopo alimentare.
Gli animali sono utilizzarli come indumenti o consegnarli nelle mani di una scienza crudele, in ogni attività umana li si vede urlanti, agonizzanti e martiri; non vi è luogo della terra in cui gli animali non soffrano e muoiano a causa dell’uomo. Malgrado le voci dei padri della chiesa, oggi la chiesa cattolica non condanna l’abitudine carnivora, non manda messaggi morali in materia, non vuole risparmiare dolore a morte a tante creature innocenti.
Come possiamo accettare che il messaggio evangelico limiti la compassione ai soli esseri umani, invece di ampliarla a tutte le creature; uccidere gli animali è un fatto crudele, rende insensibili e reprime il senso della compassione, bisogna amare e rispettare gli esseri umani e le altre creature. Ci sono cristiani che si allontanano dal cattolicesimo per rifugiarsi in religioni dove è maggiormente sentita la compassione per gli animali. Come diceva il filosofo Orazio, la violenza sugli animali è il tirocinio per ogni violenza verso gli uomini, infatti, come potrebbe l’essere umano nuocere al suo simile se fosse educato alla dolcezza verso ogni essere vivente?
Diversi santi hanno raccomandato l’astensione dalla carne, tra essi: Benedetto da Norcia (480-547), Bernardo di Chiaravalle (1090-1153), Caterina da Siena (1347-1380), Filippo Neri (1515-1595), Francesco di Paola (1416-1507), Giacomo Minore, Giuseppe Cottolengo (1786-1842), Gregorio da Nazianzeno (329-389); l’evangelista Matteo, Nilo (910-1004), Paconio (292-346), San Pietro, Pietro d’Alcantara (1499-1562), Pio V (1504-1572), Tommaso d’Aquino (1220-1274). San Francesco sentiva compassione per tutti gli animali e Gertrude di Helfta pregava per qualsiasi creatura sofferente. Quanto ricordato vale per credenti e non credenti.
 
Il vegetarismo o vegetarianesimo è l’espressione più alta, profonda e matura dell’intelligenza protesa verso il bene, la verità, la vita, è l’evoluzione integrale dell’uomo, in armonia con tutti gli esseri viventi. Il vegetarismo, affonda le sue radici nei lontani millenni della storia, traendo il suo insegnamento dal pensiero dei più grandi sapienti, scienziati, santi e filosofi della terra. Il vegetarismo propone la liberazione dell’uomo dai condizionamenti e lo rende artefice del proprio destino, della propria salute fisica e del proprio equilibrio mentale.
Fulcro fondamentale della visione vegetariana è, oltre la ricerca della salute, il rifiuto della violenza, secondo il pensiero Jainista, il sentiero dell’amore enunciato da Cristo, la legge della compassione indicato da Buddha, la via della rettitudine raccomandata da Zoroastro e da Pitagora. Il vegetarismo rende l’uomo artefice del proprio destino fisico, morale e mentale; superando le disarmonie, si prevengono le malattie e si ripristina l’equilibrio energetico dell’individuo, rafforzando le sue difese immunitarie.
Il vegetarismo supera la concezione sintomatologia della medicina, per intervenire sulle cause che determinano la malattia. si propone di dare all’individuo gli strumenti di difesa dalle malattie con buona alimentazione e buoni stili di vita; contemporaneamente, diffonde i principi “non ammazzare” e “non fare ad altri ciò che non vorresti ti fosse fatto”, con ciò si oppone a ogni pratica di sfruttamento, umano o animale.
 
Ne scaturisce una nuova cultura umana aperta al rispetto dei più deboli, vivere secondo i principi etici del vegetarismo, significa estendere i principi migliori del diritto dall’uomo a ogni essere in grado di soffrire, estendendo a ogni essere vivente i principi “non ammazzare e non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te” e accantonando la tradizionale visione antropocentrica, già attaccata da Galileo.
Il cibo proteico animale riduce la presenza di triptofano nel cervello e fa aumentare altri due aminoacidi, la leucina e la tirosina, mentre il triptofano giunge nel cervello in dosi più basse, provocando una diminuzione della serotonina. I vegetali favoriscono la concentrazione di triptofano nel cervello, consentendone la trasformazione in serotonina, neurotrasmettitore che favorisce uno stato di calma, di serenità, di socievolezza.
Uno studio pubblicato sulla rivista “La clinica dietologica” ha messo in evidenza la relazione esistente tra alimentazione iperproteica e adrenalina e noradrenalina, sostanze predisponenti l’aggressività; anche un eccesso di zuccheri e di colesterolo nel sangue sono stati ritenuti predisponenti la lite e la violenza. Seneca faceva notare che tra i mangiatori di carne si trovano i tiranni, gli organizzatori di eccidi, di faide, di guerre fratricide, i mandanti di assassini e gli schiavisti, mentre coloro che si nutrono dei frutti della terra sono caratterizzati da comportamenti miti e socievoli.
 
Gli antichi Sufi sostenevano che l’uomo è ciò che mangia e ciò che pensa, concetto ripreso da Giovenale “Mens sana in corpore sano”; la mente non può essere sana se il corpo è inquinato, concetto ribadito dal filosofo Feuerbach e nel 1728 dal dr. Bartolomeo Beccari. Quest’aspetto è confermato oggi scientificamente dalla biochimica dei neurotrasmettitori, che spiega le radici alimentari dell’aggressività umana.
I vegetali inducono un cervello cosciente e vigile, accompagnato da un senso di benessere generale, analogo allo stato di meditazione, che permette all’individuo di entrare in contatto con le realtà più profonde e favorendo immaginazione e creatività. Invece l’alimentazione carnea abbassa le frequenze energetiche e l’energia scorre più lentamente, le persone tendono a essere più aggressive e tese. L’alimentazione vegetariana consente la depurazione dell’organismo e la persona diventa più armonica ed equilibrata.
Gli aminoacidi sono sintetizzati nel cervello o da un aminoacido precursore, è possibile aumentare o diminuire certe funzioni cerebrali, introducendo con la dieta certi aminoacidi in misura maggiore o minore di altri. Molto importante è l’aceticolina, da cui dipenderebbero lucidità di pensiero e memoria, il cui precursore, la colina, si trova nei legumi, nel germe di grano e in tutti i semi oleosi.
E’ incongruente che le persone più impegnate a favore dei diritti umani, contro la pena di morte, la tortura e la droga, rivendichino certi diritti solo per una parte degli esseri viventi; è necessario lottare contro la violenza come concetto, come diritto al rispetto di ogni essere vivente in grado di soffrire. Gli uomini non devono avere a cuore solo la loro specie, ma devono difendere tutto il creato, solo così si arriva al rispetto verso tutta l’umanità.
 
Non c’è pace tra gli uomini, a causa dell’egoismo che li muove, non è possibile interessarsi di una sola parte del mondo e poi sperare che il mondo progredisca e migliori. E’ utopia lottare contro la tortura e la pena di morte, mentre noi stessi, con le nostre scelte quotidiane, condanniamo alla tortura e alla morte milioni di esseri innocenti. Non è possibile lottare contro i genocidi e giustificare i campi di sterminio dei mattatoi.
Mentre la nostra etica ci impone di partecipare a qualunque manifestazione a favore della non violenza, raramente manifestiamo favore degli animali; invece il Movimento per i diritti umani deve estendere il diritto alla libertà, al rispetto e all’esistenza ad ogni creatura. Solo quando il Movimento per i diritti umani sarà divenuto il Movimento per il Diritto alla Vita di tutti i viventi, incarnerà quei valori e quella forza morale necessari per debellare la violenza e porre le basi per una società migliore. L’uomo convive con l’idea che la vita e il dolore delle creature diverse dall’uomo siano privi di valore; quest’atteggiamento impedisce di estirpare dalla sua coscienza la mala pianta dell’indifferenza verso il dolore altrui, è proprio la non considerazione della sofferenza dell’altro, del diverso, ciò che inclina il genere umano verso ogni delitto.
Negli allevamenti intensivi gli animali, nati per essere liberi e per brucare l’erba verde dei prati, sono stipati in gabbie metalliche, senza possibilità di movimento, immersi nei loro stessi escrementi, privati di qualunque diritto naturale, come quello di giocare da cuccioli, di avere il contatto con la madre, di accoppiarsi, di correre. Quando hanno raggiunto il peso adatto a essere macellati, subiscono la pena del trasporto in fetidi carri piombati, dove, stipati all’inverosimile, senz’acqua, né cibo, compiono un lunghissimo e infernale viaggio.
 
Quelli che arrivano vivi alle nostre frontiere sono in uno stato pietoso, urlanti, tremanti e tramortiti dall’esalazione, con le zampe spezzate, strangolati dalle corte cavezze, con i musi schiacciati contro le anguste prese d’aria, soffocati sotto il peso dei compagni morti o agonizzanti, ridotti a miseri esseri viventi, disidratati dal caldo rovente delle lamiere. Alla dogana, i vagoni piombati della morte restano sotto il sole e gli animali impazziscono di sete e di dolore.
Arrivano ai mattatoi in giorni d’ininterrotto calvario e sono scaricati come pietre, gli uni sugli altri, facendoli scivolare dagli autocarri reclinabili, a colpi di mazze ferrate, colpiti sugli occhi, sui testicoli e sulle parti più sensibili, per farli muovere più in fredda. Al mattatoio gli animali sono spinti uno dopo l’altro, è piantato nella loro fronte un proiettile che li fa stramazzare ma, nella maggior parte dei casi, sono ancora vivi.
Con un uncino sono appesi a testa in giù, poi, con seghe metalliche e coltellacci, il boia umano incomincia a sezionarli, spesso ancora in vita. È aperta la pancia dell’animale e tutte le interiora fuoriescono, cadendo a terra in un lago di sangue. La civiltà imporrebbe un trattamento umano dei condannati, però la colpa principale non è dei macellai ma di quelli che si riempiono la bocca di termini come amore, giustizia, pace e libertà.
 
Questi, pur di non rinunciare al piacere della gola o alle cattive abitudini alimentari, sono disposti a sacrificare, insieme alla vita di nobili e miti creature, anche la parte migliore della propria anima. Tutte le sventure umane nascono dal cuore dell’uomo reso duro e insensibile all’altrui sofferenza, dall’abitudine a sfruttare e sterminare i più deboli; rassegniamoci alle guerre, alla violenza, alle malattie, al dolore, queste accompagneranno il genere umano fino a quando non saranno eliminati i mattatoi.
La cosa più disumana, ingiusta e crudele è procurare a se stessi un piacere che a qualcun altro è costato dolore, agonia e morte; non sono bastati gli orrori dei campi di sterminio, le carni bruciate sul rogo degli inquisitori, le membra mutilate sui campi di battaglia, per placare la sua sete di sangue e di dolore, l’uomo aveva bisogno di inventare i mattatoi. Gli uomini vogliono ignorare che gli animali da macello sono diversi dall’uomo nella forma, ma hanno la stessa voglia di vivere e la stessa paura della morte.
L’alimentazione carnea, non solo incide negativamente sulla condizione fisica e mentale, ma c’è una diretta correlazione tra i problemi più scottanti del mondo e l’alimentazione carnea, come i conflitti armati e la violenza umana. La fame nel mondo uccide molte persone perché le popolazioni dei paesi poveri sono costrette a coltivare nelle loro terre alimenti per gli animali dei paesi ricchi, ogni mucca consuma derrate vegetali quanto 12 persone.
 
Il 70% delle malattie umane è correlato al consumo di proteine animali che negli Usa hanno causato più morti di tutte le guerre del secolo scorso; metà dell’inquinamento totale dell’aria, della terra e dell’acqua è dovuto alle industrie zootecniche e foraggiere; le foreste sono abbattute per essere adibite a pascolo di animali. A causa della mancanza di acqua potabile, muoiono ogni giorno 30.000 persone, però, per produrre un solo chilo di carne di manzo, sono necessari 50.000 litri di acqua; l’industria zootecnica e foraggiera in occidente assorbe un terzo dell’intera energia disponibile.
Mentre l’essere umano è anatomicamente strutturato per nutrirsi di alimenti vegetali, il sentimento animalista è nato col graduale sviluppo della compassione verso la sofferenza degli animali; i primi a rifiutare per ragioni morali la carne furono gli indiani, infatti, il divino Govinda (3000 a. C.) escluse dalla lista delle offerte a lui gradite i prodotti di derivazione animale. Poi il sentimento di difesa degli animali assume la sua massima espressione nel primo Jainismo, originato da Mahavira nel 600 a.C. circa.
Su questa scia, si fece sentire il pensiero di singoli Illuminati come Lao Tze, San Giovanni Crisostomo, San Francesco, Leonardo, inoltre comunità come Orfismo, Stoicismo, Ebioniti, Esseni, Catari, Trinitari, Cistercensi, Benedettini. Dei grandi illuminati sono stati vegetariani, da Krisna, Zoroastro, Buddha, Pitagora, Platone, Plotino, Plutarco, Socrate, Seneca, Porfirio, Orazio, Ovidio, Plinio, Leonardo da Vinci, Schopenhauer, Schweitzer, Tolstoj, S. Girolamo, S. Ambrogio, S. Caterina da Siena, S. Benedetto, S. Gregorio Magno, S. Antonio, Gandhi, Einstein, Umberto Veronesi. Insomma il meglio dell’umanità è vegetariano, tutti in ottima salute e alcuni vissuti fino a quasi cent’anni.
 
Dal 1788 al 1860 a Londra nacquero alcune società animaliste e nel 1871 nacque in Italia, per volontà di Garibaldi, la Società Protettrice degli Animali, Garibaldi era un cacciatore pentito e poi divenne un convinto vegetariano, questa evoluzione ha contrassegnato diversi uomini. Quando nel 1847 a Manchester, William Cowherd diede vita alla prima società vegetariana, non immaginava che 150 anni dopo i vegetariani sarebbero diventati un movimento internazionale in crescita esponenziale.
Nel 1920 il fruttarismo nacque in Francia, mentre il termine vegano nacque nel 1940, questa tendenza portò la Società Italiana di Igiene a perorare la refezione vegetariana nelle scuole; gli igienisti rifiutano anche i farmaci che sono sostanze tossiche. Purtroppo, la religione istituzionalizzata tende a spegnere il naturale sentimento di pietà dell’animo umano verso la sofferenza dell’animale, tende a disprezzare il valore della diversità e della vita.
Induce l’essere umano a convivere con l’idea della supremazia del forte sul debole e lo inclina alla violenza; la coscienza umana deve avere la capacità di condividere la sofferenza del prossimo, per farlo, occorre rendere migliore l’animo umano, cioè più compassionevole. Questo è il solo modo per rendere migliore il mondo e consentire che l’evoluzione morale compia il suo naturale, benefico e salvifico corso.

Nunzio Miccoli – www.viruslibertario.it; numicco@tin.it.

Fonte:

Associazione Vegetariana Animalista

 http://alimentazioneegliilluminati.blogspot.it/2013/02/come-il-cibo-influenza-lo-spirito-il.html

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