« Ogni giorno di più mi convinco che lo sperpero della nostra esistenza risiede nell'amore che non abbiamo donato. L'amore che doniamo è la sola ricchezza che conserveremo per l'eternità »

GUSTAVO ADOLFO ROL



giovedì 11 settembre 2014

La Sanità Diventa Orwelliana

Tecnologia Predittiva: la Sanità Diventa Orwelliana
di N. West - traduzione di Anticorpi.info
 
Senza dare nell'occhio, la tecnologia predittiva sta prendendo piede. Le operazioni di elaborazione e schedatura dei dati personali effettuate dal governo, insieme alla nuova grande industria del brokeraggio dei dati, non solo minacciano le più basilari norme a tutela della privacy, ma stanno fornendo al potere alcuni strumenti di gestione della vita dei cittadini, un tempo inimmaginabili.
Fino ad oggi è stato un tema dai connotati molto tecnicistici e noiosi, tuttavia la notizia virale secondo cui Facebook starebbe usando alcuni algoritmi di proprietà per andare oltre la sorveglianza e manipolare le emozioni dei propri utenti in una sorta di grande esperimento psicologico, ha introdotto il tema nella cultura main-stream. Di certo un simile esperimento condotto senza il consenso dei soggetti coinvolti costituisce una enorme violazione della privacy e dell'etica. Tuttavia quando si tratta di 'polizia' e 'sanità' ogni diritto individuale passa in secondo piano, e il mondo odierno galoppa verso una società orwelliana in cui i 'crimini' saranno prevenibili attraverso la tecnologia predittiva.
 
L'instaurazione di un apparato di polizia e sanità predittiva è supportata da massicce campagne di marketing finalizzate a convincere l'opinione pubblica che simili strumenti contribuiranno a rendere la vita delle persone più sicura. La nozione di predizione del crimine in stile Minority Report sta diventando una realtà in Illinois e in California. Nel frattempo la sanità si prepara a gestire la diffusione sul mercato consumer di una serie di gadget indossabili dotati di milioni di sensori per il monitoraggio in tempo reale di ogni parametro biologico dell'utilizzatore (v. correlati). Attratta dalla promessa di una maggiore aspettativa di vita la gente sta abbracciando questa tecnologia con grande entusiasmo.
 

sabato 6 settembre 2014

Il ritorno di George Orwell e la Guerra del Grande Fratello contro la Palestina, l'Ucraina e la verità

L’altra sera ho visto “1984″ di George Orwell in un teatro di Londra. Sebbene venisse sbandierata l’interpretazione contemporanea, il monito di Orwell riguardo al futuro veniva presentato come un pezzo storico: remoto, innoquo, quasi rassicurante. Era come se Snowden non avesse rivelato niente, se il Grande Fratello non fosse ora una spia digitale, se lo stesso Orwell non avesse mai detto: “Per essere corrotti dal totalitarismo non occorre vivere in un paese totalitario.”
 
Acclamata dai critici, l’abile regia rispecchiava la cultura e la politica del nostro tempo. Quando si accesero le luci, il pubblico stava già uscendo. Sembravano indifferenti, o forse attratti da altre distrazioni. “Che pippa mentale”, ha commentato una ragazza accendendo il suo cellulare.
Mentre le società avanzate vengono depoliticizzate, i cambiamenti sono sia sottili che spettacolari. Nei discorsi di tutti i giorni il linguaggio politico viene capovolto, come profetizzato in 1984. “Democrazia” è ora una figura retorica. La pace è “guerra perpetua”. “Globale” è imperiale. Il concetto di “riforma”, un tempo foriero di speranze, ora significa aggressione, perfino distruzione. “Austerità” è l’imposizione del capitalismo estremo ai poveri e il dono del socialismo ai ricchi: un sistema ingegnoso in cui la maggioranza paga il debito dei pochi.
 
Nelle arti, l’ostilità verso la verità politica è un articolo di fede borghese. “Il periodo rosso di Picasso”, recita un titolo dell’Observer, “e perché la politica non fa buona arte”. Questo in un giornale che ha promosso il bagno di sangue in Iraq presentandolo come una crociata liberale. L’opposizione di Picasso al fascismo durante tutta la sua vita è una nota a margine, così come il radicalismo di Orwell è sfumato nel premio che si è appropriato del suo nome.
Alcuni anni fa Terry Eagleton, allora professore di letteratura inglese all’università di Manchester, considerava che “per la prima volta negli ultimi 200 anni non c’è un eminente poeta, drammaturgo o novellista britannico pronto a mettere in questione le fondamenta del modo di vita occidentale”. Nessuna Shelley parla dei poveri, nessun Blake di sogni utopici, nessun Byron condanna la corruzione della classe dominante, né Thomas Carlyle o John Ruskin rivelano il disastro morale del capitalismo. William Morris, Oscar Wilde, H.G. Wells, George Bernard Shaw non hanno equivalenti al giorno d’oggi. Harold Pinter fu l’ultimo a far sentire la sua voce. Tra le voci insistenti del femminismo da consumo, nessuna fa eco a Virginia Woolf, che descrisse “l’arte di dominare altre persone… di governare, uccidere, acquisire terre e capitali”.
 

giovedì 4 settembre 2014

Fukushima, dopo più di 3 anni arriva la verità sul disastro della centrale nucleare

Il governo costretto a pubblicare la testimonianza dell’ex direttore. L’energia atomica supersicura era una favola.

Oggi, 25 agosto 2014,  il governo giapponese  ha annunciato che renderà nota  la testimonianza sul disastro nucleare dell’11 marzo 2011 rilasciata da Masao Yoshida, allora direttore della centrale nucleare di Fukushima Daiichi della Tokyo electic power company (Tepco). Durante una conferenza stampa il capo di gabinetto del governo di centro-destra, Yoshihide Suga, ha detto: «La renderemo pubblica il più presto possibile, a settembre. Allo stesso tempo saranno verificate la prima versione delle testimonianze di altri intervistati»

Quella che ormai tutti chiamano “testimonianza Yoshida” è il resoconto fatto al gruppo investigativo nominato dal governo dall’ex direttore della centrale nucleare, rimasto segreto fino a che il quotidiano giapponese Asahi Shimbun non ha ottenuto il documento e lo ha reso noto il 20 maggio, mettendo in forte imbarazzo il governo e rendendo noto in tutto il mondo le gravissime mancanze che hanno contribuito alla tragedia nucleare. Il governo si era però rifiutato di rilasciare il contenuto della testimonianza integrale di Yoshida, che intanto è morto per una malattia nel luglio 2013,  dicendo che l’ex direttore Tepco di Fukushima Daiichi aveva lasciato una richiesta scritta di non rendere nota la sua deposizione per timore che venisse male interpretata.

Ma dopo che anche il Sankei Shimbun (dal 1 agosto 2014) ha iniziato a riportare brani del documento, il governo ha cambiato posizione e ha oggi affermato che non c’è più bisogno di mantenere segreta la deposizione di Yoshida, brani della quale stanno ormai circolando su diversi media. Suga ha detto: «Alcuni giornali hanno pubblicato stralci di interviste, e le preoccupazioni dell’ultimo capo dell’impianto sono diventate una realtà. Non pubblicare le interviste sarebbe in contrasto con il desiderio di Yoshida. La situazione è cambiata e rilasciarle  non causerà problemi. Le informazioni che riguardano la privacy e la sicurezza nazionale, nelle interviste non saranno divulgate. Funzionari del governo sono in contatto con più di 700 persone intervistate dal panel per ottenere il consenso per renderle loro interviste pubbliche. Le interviste di Yoshida saranno rese pubbliche con alcune di queste interviste. Il governo fornirà il resto delle interviste non appena arriveranno le autorizzazioni, e finirà questo lavoro entro l’anno».

E’ lo stesso network radio-televisivo ufficiale del Giappone, l’Nhk,  a rivelare che l’ex direttore della centrale di Fukushima Daiichi ha testimoniato sulle falle nel sistema di approvvigionamento logistico della struttura.


lunedì 1 settembre 2014

Il virus Ebola custodito a Fort Detrick un enclave del Pentagono, accusato di sviluppare armi biologiche


Le aziende farmaceutiche che stanno lavorando ad un farmaco per combattere il virus che colpisce l’Africa riportano i loro risultati a Fort Detrick, un enclave del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti accusato di sviluppare armi biologiche.
 
Nella trionfante e appena inaugurata serie televisiva nordamericana “Helix” una squadra dell’elite dei biologi del Centro di Controllo per le malattie infettive, organismo appartenente al Pentagono, atterra in una base militare dell’Artico per evitare che il grado zero di un virus mortale scoperto in quel luogo si espanda al resto del mondo.
 
Equipaggiati con uniformi totalmente “blindate” per evitare di essere contagiati gli specialisti iniziano una misera lotta con i capi militari che rifiutano di fornire informazioni sulle rischiose ricerche riguardo i “mutageni” e “transgenici” sviluppate dalle unità militari su ordine della Casa Bianca.
Ebola-micro

Finalmente un uomo del Pentagono, schietto con i medici, sputa loro un ordine indiscutibile: “Qui comandiamo noi”. La medicina al servizio del potere, è chiaro. Ora ci siamo, così Helix potrà mettere la parola fine all’ultima notizia venuta dalla lotta contro il mortale Ebola.

sabato 16 agosto 2014

Rimirazione del sole

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Ora che qualche scienziato comincia a pubblicare studi sulla vera e propria tossicità dell’uso degli occhiali da sole, in questo articolo pubblichiamo le istruzioni da seguire per poterlo rimirare direttamente e trarre così il massimo del beneficio per la vista come per la salute generale…


 Imparare a rimirare il Sole 
Rishi Giovanni Gatti – 19 settembre 2007

Recentemente una importantissima notizia è stata tenuta nascosta da quasi tutti i giornali (vedi box): l’uso degli occhiali da sole riduce la quantità di raggi solari che raggiungono la retina inibendo così la produzione di melatonina e causando una maggiore predisposizione al melanoma, una malattia che solo l’anno scorso negli Stati Uniti ha procurato un milione di casi.  Tralasciando di approfondire il perché i mass-media abbiano censurato la notizia – forse per non perdere i lucrosi contratti pubblicitari con le griffe della moda – il nostro interesse è offrire ai lettori i giusti strumenti informativi per utilizzare al meglio l’energia della luce diretta del sole per la cura della vista e di tutte le altre malattie secondo i principî della Naturopatia, dagli igienisti dell’Ottocento, a Ehret, a Shelton, a Sciascia e Finsen, e ovviamente a Bates, fino ad arrivare ai nostri giorni, con le esperienze dei sun-gazers di tutto il mondo.
Tutti questi autori specificano nei loro testi l’assoluta necessità della luce solare per ricuperare e mantenere la salute.  In particolare, associando le pratiche regolari dell’osservazione discrezionale del sole, dei bagni di sole e di una alimentazione prevalentemente fruttariana, gli igienisti ottengono grandi successi in tutto il mondo, nonostante le condizioni climatiche avverse, la propaganda terroristica delle istituzioni sanitarie, tutte contrarie al sole, e le cattive abitudini della vita moderna che ci costringono non solo a mangiare cibi tossici, ma anche a stare quasi sempre nella penombra di edifici oscuri, a fare lavori noiosi che aumentano il nervosismo e lo sforzo mentale ed oculare.

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